Garage e scantinati di settanta famiglie sommersi dall’acqua

La rottura di una condotta fognaria scarica liquami bianchi in un’area condominiale e in un campo di contrada Buccieri
CEPAGATTI. Un invaso di acqua, profondo in alcuni punti fino a un metro e mezzo, ha alluvionato garage e scantinati di un intero complesso condominiale. È l’incubo che stanno vivendo, da un paio di giorni, una settantina di famiglie che occupano le palazzine tra le vie Lombardia e Piemonte, a contrada Buccieri di Cepagatti.
L’orribile sequenza, con i liquami che lentamente si infiltrano fino al limite delle abitazioni – per fortuna, si tratta solo di acque bianche – è cominciata mercoledì e, ieri mattina, ha avuto un corollario che solo per un dettaglio non si è trasformato in tragedia. Sulla via Lombardia si è aperta infatti una voragine nella quale stava sprofondando un mezzo intervenuto sul posto per spurgare le acque.
Il fatto. A quanto pare, gli inquilini del condominio “La Bella Addomentata”, così denominato per la magnifica visione della cima del Gran Sasso d’Italia, non sono nuovi a queste, per così dire, spiacevoli sorprese. «Il guaio» riassume Sabatino Buccieri, proprietario delle campagne coltivate a grano e carciofi che circondano la palazzina, «risale ad almeno cinque anni fa: all’epoca», racconta Buccieri, «sono cominciati i lavori per la realizzazione di una doppia condotta fognaria per le acque bianche. Opera realizzata male, a dire il vero mai conclusa. Una delle linee non ha mai trovato lo sbocco nel fiume, perché a un certo punto è stata interrotta. È stato realizzato solo uno sbocco volante nelle mie campagne, cosicché di tanto in tanto accade che il mio campo di grano e carciofi viene inondato dai liquami».
Questa volta, migliaia di ettolitri di acque reflue, incrementate dall’eccezionale ondata di maltempo, si sono riversati invece nell’area condominiale. «Una situazione pazzesca» dice Fabrizio Rosati, uno degli inquilini della Bella Addormentata, «ora dovremo controllare se queste infiltrazioni non abbiano provocato danni strutturali». Sul caso, pende un ricorso al Tar. (cr.pe.)
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