Garante per i detenuti, salta la nomina di Scalera

13 Novembre 2024

L’opposizione vota scheda bianca e sbarra la strada alla candidata di Marsilio In lizza restano 16 concorrenti tra cui la Trisi (ex favorita) e l’uscente Cifaldi

L'AQUILA. Monia Scalera fa tredici ma non vince nulla. Sulla nomina del Garante dei detenuti l’opposizione annuncia scheda bianca e la partita si chiude subito perché occorrono 21 voti. Ma anche la maggioranza non è granitica visto che, dall’urna, spuntano strane schede con i nomi di D’Alfonso, Verrecchia e Quaglieri a una preferenza a Fiammetta Trisi.
Così Scalera, avvocato di Chieti specializzata in diritto della famiglia, sponsorizzata da Marco Marsilio in persona, dovrà attendere il prossimo Consiglio regionale. Agguerrito il parterre dei concorrenti, con tanti e qualificati nominativi inseriti nella rosa delle candidature, tutte di alto profilo.
Oltre a Scalera, sono in lizza altri 15 aspiranti garanti dei detenuti della Regione. Si tratta di Dalila Alleva, laurea magistrale in scienze diplomatiche ed Internazionali, che ha già collaborato con il Garante dei diritti dei detenuti di San Gimignano e, attualmente, sta svolgendo un tirocinio presso il Garante della Regione Lazio; Jacopo Angelini, avvocato e già vice presidente dell'Associazione Antigone Abruzzo per i diritti e le garanzie nel sistema penale; Carlo Benedetti, avvocato cassazionista penale amministrativo; Davide Campli, avvocato e, nel 2011, docente di Diritto penale e procedura penale; Gianmarco Cifaldi, laurea in scienze politiche e Garante dei detenuti della Regione Abruzzo nell'XI legislatura oltre che professore dell'Università di Chieti - Pescara; Maria Franca D'Agostino, avvocato già presidente Cpo Regione Abruzzo XI legislatura, componente della Conferenza nazionale delle Presidenti regionali delle Commissioni pari opportunità; Alessandra De Febis, laurea in giurisprudenza e in Economia e Management, avvocato esperta in diritto minorile, relazioni familiari, diritto delle persone; Fabrizio Di Carlo, avvocato penalista amministrativo ed ex Difensore civico della Regione Abruzzo.
E ancora: Danilo Montinaro, laurea in medicina e chirurgia, è stato responsabile dei progetti terapeutici riabilitativi individualizzati e delle psicopatologie dei pazienti sottoposti a misure di sicurezza; Rosa Pestilli, laurea in operatore giuridico di impresa pubblica e privata e laurea in giurisprudenza, vice presidente Cpo Regione Abruzzo nell'XI legislatura; Jacopo Saccomani, avvocato, collaboratore del Garante dell'Emilia Romagna ed esperto del garante nazionale, docente a contratto in Diritto penitenziario all’Università di Urbino ed esperto del Tribunale di Sorveglianza di Bologna; Vittorio Sconci, laurea in medicina e chirurgia, membro dell'Osservatorio permanente regionale sanità penitenziaria e referente aziendale del settore salute mentale negli istituti penitenziari della provincia dell'Aquila; Paolo Valentino Sisti, avvocato penalista, civilista, amministrativista e tributarista; Fiammetta Trisi, laurea magistrale in psicologia con specializzazione in criminologia clinica e psichiatria forense. Ha diretto per 17 anni l'Ufficio dei detenuti di provveditorati interregionali dell'Amministrazione Penitenziaria. È stata dirigente del centro per la giustizia minorile per il Lazio, Abruzzo e Molise. È docente a contratto dell'Università degli Studi di Chieti-Pescara per il Dipartimento di scienze giuridiche e sociali.
Era lei la favoritissima, fino al penultimo Consiglio regionale, ma Scalera l’ha sorpassata a destra senza però tagliare il traguardo.
Il garante dei detenuti è l'autorità di garanzia indipendente, a cui la legge attribuisce il compito di vigilare sul rispetto dei diritti delle persone private della libertà su mandato dell'autorità giudiziaria. Viene scelto tra i soggetti in possesso dei requisiti per l'elezione e di comprovata competenza ed esperienza professionale, almeno quinquennale, in ambito penitenziario, delle scienze giuridiche, delle scienze sociali e dei diritti umani. Resta in carica per cinque anni e non può essere rieletto. Tra i compiti assegnati, anche quello di promuovere iniziative per la diffusione della cultura dei diritti dei detenuti, in collaborazione con la Regione, con soggetti pubblici e privati e con gli istituti presenti sul territorio. (l.c.-m.p.)
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