Gas, decisi nuovi aumenti: 159 euro in più a famiglia

L’incremento supera le stime previste, con l’arrivo del freddo sale al 12 per cento Le associazioni consumatori: insieme alle spese per la luce si arriva a 2.250 euro
PESCARA. La bolletta del gas sul mercato tutelato fa un balzo del 12% in più a ottobre rispetto a settembre. Lo ha reso noto ieri pomeriggio l'Arera, l'autorità pubblica dell'energia, che fissa le tariffe di luce e gas su questo mercato. L'aumento è dovuto all'incremento del costo del gas naturale, +7,9%, e all'aumento della spesa per il trasporto e per la gestione del contatore, +4,1%. Rimangono invariati gli oneri generali.
Il mercato tutelato di gas e luce riguarda 10 milioni di utenti. L'incremento del 12% delle tariffe deciso da Arera determinerà una maggiore spesa annua per il gas pari a +159 euro a famiglia, portando la bolletta a quota 1.486 euro annui a nucleo nell'ipotesi di prezzi costanti. Lo afferma il Codacons, commentando l'aggiornamento tariffario.
«Come previsto nei giorni scorsi dal Codacons, la guerra scoppiata in Israele ha avuto effetti diretti sulle tasche degli italiani attraverso un incremento della bolletta del gas», spiega il presidente Carlo Rienzi, «un aumento che non fa ben sperare in vista del periodo invernale, quando cioè si concentra l'80% dei consumi di gas delle famiglie. Proprio per questo, e considerata l'eccessiva volatilità dei prezzi dell'energia, chiediamo a gran voce al Governo di prorogare il mercato tutelato almeno per tutto il 2024».
Per contrastare gli aumenti e aiutare gli italiani a risparmiare nei prossimi mesi sulla voce di spesa relativa al gas, il Codacons lancia anche una campagna di autoriduzione dei consumi adottando alcuni semplici accorgimenti: ridurre la temperatura dei termosifoni in casa limitandola a 20 °C nella zona giorno e a 16-18 °C nella zona notte. Per ogni grado in meno di temperatura si risparmia circa l'8% sulla bolletta del gas; preferire la doccia alla vasca da bagno, non aprire l'acqua con troppo anticipo e chiuderla quando ci si insapona riducendo la durata totale della doccia fa risparmiare fino al 15% sui consumi di gas; non coprire i termosifoni con mobili o tessuti, inserire un pannello riflettente o un foglio di carta stagnola tra il radiatore e la parete, schermare porte e finestre e usare valvole termostatiche per ottenere risparmi in bolletta fino al 20%; in cucina prediligere cibi che richiedono cotture veloci, usare coperchi su padelle o pentole, sfruttare la cucina passiva, ottimizzare l'utilizzo del forno per cuocere più pietanze contemporaneamente, scegliere fornelli adeguati alle dimensione delle pentole.
«L'aumento delle tariffe del gas del 12% a ottobre è peggiore di ogni previsione. Se si considera anche la spesa per la luce salita del +18,6% nell'ultimo trimestre dell'anno con la bolletta media pari a 764 euro, il conto complessivo per luce e gas a carico di una famiglia del mercato tutelato raggiunge quota 2.250 euro annui».
Così afferma Assoutenti. «Con le nuove tariffe il prezzo del gas risulta più caro del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2021, e addirittura del +58,2% sul 2020», spiega il presidente Furio Truzzi.
«Un disastro annunciato. Una mera speculazione, senza se e senza ma. I mercati approfittano di ogni pretesto per guadagnare più che possono. Gli stoccaggi sono pieni, il mese di ottobre è stato caldo, la guerra Israele-Hamas non ha mai creato né poteva creare problemi alle forniture. Insomma, il rialzo è immotivato e pretestuoso. Almeno si tassino gli extraprofitti al 100 per cento», sbotta infine Marco Vignola, responsabile del settore energia dell'Unione Nazionale Consumatori.
Il mercato tutelato dell'energia, dove le tariffe sono fissate dallo Stato, riguarda un terzo degli utenti italiani. Gli altri hanno scelto il mercato libero, dove i prezzi sono decisi autonomamente dalle società private. Il prezzo fissato da Arera è comunque indicativo della tendenza del mercato. Ma slitta la presentazione in Consiglio dei ministri del decreto legge energia. Rimangono ancora nodi da sciogliere e si vogliono evitare ingorghi istituzionali, con troppi decreti legge da convertire in parlamento. Il provvedimento era già saltato al Consiglio dei ministri della scorsa settimana.
Secondo le fonti sarà comunque portato in Cdm entro novembre. I punti ancora da definire sono tre. E il più delicato è la fine del mercato tutelato dell’energia, fissata al 10 gennaio 2024 per il gas e al 1° aprile per l’elettricità. Le scadenze non possono essere prorogate, perché rientrano fra gli impegni presi con la Ue per il Pnrr. Il governo però sta studiando una forma di dilazione o di uscita “morbida”, per favorire gli utenti interessati.
Altro punto caldo sono le concessioni per l’idroelettrico. L’Ue insiste per metterle tutte a gara, il governo vorrebbe favorire le aziende che gestiscono impianti da anni. Il terzo nodo da definire è il progetto di un polo industriale al Sud per l’eolico offshore. Un investimento da 420 milioni di euro dal 2024 al 2026 che però non rientra nel Pnrr. (l.c.)

