Gatti e randagismo, polemica sulla gestione
L’assessore Diodati: stiamo applicando la legge. La replica di Codici: mal utilizzo dei fondi pubblici
PESCARA. Si accende la polemica sulla gestione del randagismo tra alcune associazioni animaliste e l’assessore comunale al Mondo animale Giuliano Diodati. Messo sott’accusa per il contributo di 70mila euro contestato in primis dai consiglieri di opposizione Carlo Masci, Marcello Antonelli e Guerino Testa, l’assessore ha spiegato scelte e strategie partendo da un punto: «Pescara è uno dei pochi Comuni che sta applicando la legge, sia la normativa nazionale che quella regionale di riferimento e il regolamento comunale, norme in cui si trovano le risposte a tutte le questioni sollevate strumentalmente dai consiglieri e dalle associazioni che oggi gli fanno da eco. Sono state le stesse associazioni che hanno segnalato l’emergenza randagi, argomento che riteniamo tanto importante da rispondere con due bandi rivolti a soggetti esterni che dovranno gestirla e una manifestazione di interesse per creare un elenco di veterinari che consenta, attraverso l’interfaccia dell’associazione che si aggiudicherà i bandi, di sterilizzare a prezzi convenzionati almeno 200 gatti liberi l’anno sul territorio di Pescara». E ancora: «Investiremo risorse, 70mila euro che saranno spalmati su tre annualità, che serviranno principalmente per arginare il fenomeno relativo ai gatti prevedendo la sterilizzazione di 200 esemplari l’anno. Una fetta minore dei fondi riguarda anche i cani. Tutto questo lo faremo individuando fra le associazioni un soggetto che collabori con il servizio veterinario della Asl, con la polizia municipale, con le altre associazioni, come ci consentono le normative. L’amministrazione ha investito inoltre 10mila euro per risanare e ristrutturare il canile municipale, e verrà nominato a breve, sempre da regolamento, un garante dei diritti degli animali che dovrà fare da ponte con le associazioni e le altre istituzioni».
Ma la replica, in questo caso del delegato di Codici Tutela animali Gabriele Bettoschi, arriva immediata: «Pescara non è uno dei pochi comuni che sta rispettando la legge. Semmai è l’unico comune capoluogo d’Italia ad avere un canile abusivo, privo anche della pur minima autorizzazione igienico sanitaria e sempre più a rischio chiusura, come sta accadendo con il canile sanitario». Documenti alla mano Bettoschi va avanti e, in merito alla struttura di via Raiale attacca: «Il Comune di Pescara continua a ignorare, o comunque a sottovalutare gli obblighi che ha in materia di randagismo. Il suo assessorato ha dato ampia prova di mancanza di progettualità d’intervento e di mal utilizzo di fondi pubblici. Stanziare dei fondi per il mantenimento dei cani randagi è la prova provata della profonda ignoranza delle norme che regolano il randagismo».
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