Genitori, esteso il congedo per i figli

2 Aprile 2022

Gli aiuti alle famiglie: si allunga dai 6 ai 12 anni l’età entro la quale si può fare richiesta

Il congedo parentale potrà essere chiesto dai genitori fino ai 12 anni del bambino, non più fino a 6. È la novità più rilevante dei due provvedimenti adottati dal Consiglio dei ministri il 31 marzo scorso, che introducono misure per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. L’obiettivo è «raggiungere una più equa condivisione delle responsabilità tra uomini e donne e promuovere un’effettiva parità di genere, sia in ambito lavorativo che familiare». E sempre per quanto riguarda il congedo parentale, aumenta da dieci a undici mesi la durata complessiva del diritto che spetta al genitore solo, per aiutare i nuclei familiari monoparentali.
INDENNITÀ PERCEPITA. Il livello di indennità del congedo parentale è pari al 30 per cento della retribuzione, nella misura di tre mesi per ciascun genitore, per un periodo totale complessivo pari a sei mesi.
Si aggiunge un ulteriore periodo di tre mesi, trasferibile tra i due genitori e fruibile in alternativa tra loro, sempre con un’indennità pari al 30% della retribuzione. Fermo restando i limiti massimi di congedo parentale fruibili dai genitori, i mesi di congedo parentale coperto da indennità sono aumentati da sei a nove in totale. Anche l’indennità che spetta ai genitori, in alternativa tra loro, per il periodo di prolungamento fino a tre anni del congedo parentale richiesto per i figli in condizioni di disabilità grave è del 30%.
CONGEDO PATERNITÀ. Novità anche per la nuova tipologia di congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni, che entra pienamente a regime. Può essere richiesto dal padre lavoratore nell’arco temporale che va dai due mesi precedenti al parto ai cinque successivi, sia in caso di nascita che di morte perinatale del bambino.
Si tratta di un diritto autonomo e distinto che spetta al padre accanto al congedo di paternità cosiddetto alternativo concesso solo nei casi di morte, grave infermità o abbandono del bambino da parte della madre. Inoltre, i datori di lavoro sono tenuti a dare priorità, negli accordi di smart working, alle richieste fatte da lavoratori con figli fino a 12 anni di età, ma non esiste limite di età nel caso di figli con disabilità o nel caso di caregivers.
Da sottolineare come il lavoratore che fa questa richiesta non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito e, comunque, sottoposto a misure che peggiorino le sue condizioni di lavoro. Quest'ultimo passaggio è stato chiarito, in una nota ufficiale, dal ministero del Lavoro. Il Governo ha esteso anche il diritto all’indennità di maternità per le lavoratrici autonome e le libere professioniste, anche in caso di astensione anticipata dal lavoro per gravidanza a rischio.