Geriatria, malato in corridoio La moglie: così è disumano

12 Marzo 2015

PESCARA. «Lo spettacolo che ho visto, oltre a essere stato di grande disumanità, è paragonabile a quello che vedevo a Milano con i barboni». Così Anna, moglie di M.S., 85 anni, descrive la notte...

PESCARA. «Lo spettacolo che ho visto, oltre a essere stato di grande disumanità, è paragonabile a quello che vedevo a Milano con i barboni». Così Anna, moglie di M.S., 85 anni, descrive la notte passata dal marito, tra venerdì e sabato scorso, nel reparto di Geriatria dell'ospedale dopo un ictus.

Già il giorno prima era stato trasportato al pronto soccorso dal quale era stato dimesso dopo otto ore di attesa, salvo poi perdere nuovamente conoscenza e accasciarsi il giorno dopo. Altra corsa in ambulanza e altre otto ore di attesa fino alla decisione di ricoverarlo perché non in condizione di fare rientro a casa.

«Alla otto di sera di venerdì», racconta Anna, «ci hanno portato nel corridoio del reparto di Geriatria dove già c'erano altri 10-11 letti con persone ammucchiate in quello spazio angusto. Mio marito ha passato la notte nell'ultimo letto in fondo. Avevo chiesto se si potesse inserire un letto tra quelli nelle ampie camere, ma mi è stato risposto che quelle erano le disposizioni. C'erano uomini moribondi nemmeno in grado di chiedere aiuto e ho visto persone in totale abbandono, uno spettacolo di grande disumanità». Anna, vista la situazione, il sabato mattina si è messa all'opera e ha trasferito a sue spese con un’ambulanza privata il marito nella vicina clinica Pierangeli. «Adesso mio marito sta meglio», riferisce, «qui c'è un'atmosfera più adeguata e un trattamento più umano e disponibile, ma mi sono rimasti nel cuore quei degenti di Geriatria. Non è giusto penalizzare due volte quelle persone che già hanno una patologia. Nel reparto c'era una sola dottoressa con la quale ho provato a parlare, ma mi ha solo detto che se avessi voluto avrei potuto protestare. Non auguro a nessuno di dover ricorrere a quella struttura, anche se capisco le condizioni non facili nelle quali operano medici e infermieri. Il mio è un richiamo allo spirito di solidarietà, comunità e soccorso».

Come conferma anche la Asl, lunedì mattina erano ancora 12 le barelle nel corridoio di Geriatria, ma grazie a 5 dimissioni e un trasferimento verso la Rsa la situazione dovrebbe tornare alla normalità. «Nel fine settimana», fa sapere la Asl, «rischiamo il sovraffollamento perché non riusciamo nei ricoveri convenzionati con Pierangeli e Villa Serena e nei trasferimenti a Popoli e Penne, soprattutto in questo periodo di influenza, ma speriamo di poter ridurre a breve il numero delle barelle. Sicuramente stando in corridoio non si ha la stessa privacy di quando si è in stanza».

Loris Zamparelli

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