Geriatria scoppia, l’influenza non c’entra

4 Gennaio 2018

Boom di ricoveri. Il primario: i pazienti ospitati in altri reparti, ma siamo in linea con lo stesso periodo dello scorso anno

PESCARA. Scompensi cardiaci, febbre, polmoniti, bronchiti, insufficienza respiratoria, disidratazione. Ieri al reparto di geriatria dell’ospedale civile erano 66 i ricoveri legati a queste patologie a fronte di 54 posti letto disponibili in linea ordinaria, tra cui una decina di posti di lungodegenza.
Un sovraffollamento di 12 pazienti in più «che sono stati immediatamente collocati negli altri reparti vicini e disponibili all’accoglienza» precisa il direttore dell’Uoc, unità operativa complessa, Emilio Francesco Simeone, «tra cui Chirurgia vascolare, come spesso accade in questi casi di sovrannumero che per noi sono quasi la normalità nel corso dell'anno, con aggravamenti durante le forti escursioni termiche, dal caldo al freddo e viceversa, che trascinano più persone in ospedale».
«Per quanto riguarda i ricoveri siamo in linea con lo stesso periodo dello scorso anno», aggiunge il geriatra, «il picco dell'influenza è atteso tra fine gennaio e febbraio, quando la situazione potrebbe peggiorare». Ma intanto, il primario, che sollecita alla vaccinazione soprattutto la popolazione anziana o con dichiarate patologie croniche, chiarisce che, più che l'influenza, al momento sono altre le malattie che causano i ricoveri: «Abbiamo pazienti che sono entrati in reparto per insufficienza respiratoria, polmoniti, bronchiti, scompensi cardiaci, soggetti immunodepressi, febbri, disidratazione conseguenza di vomito e dissenteria», spiega Simeone. «Sono prevalentemente soggetti ultrasettantenni, qualche ottantenne e nei giorni scorsi abbiamo avuto anche centenari». Malati non solo residenti, ma anche provenienti dall'hinterland pescarese, dal Chietino e dal Teramano.
Simeone elargisce consigli utili per affrontare le temperature rigide che stanno arrivando: «Suggerisco di mantenere in casa una temperatura di circa 20 gradi e non sottoporsi a sbalzi termici forti, la temperatura corporea deve rimanere intorno ai 37 gradi. Alimentarsi con frutta e verdura, carne, possibilmente bianca, tre volte a settimana e pesce quattro volte a settimana. Chi è in salute e frequenta di norma luoghi molto affollati, o dove si fanno le file con tanta gente, meglio munirsi di una mascherina di protezione per evitare eventuali esposizioni a contagio. Infine, trarre giovamento dalla vaccinazione: c’è ancora tempo per farla se qualcuno è in ritardo». L'unità geriatrica, che produce oltre 2400 dimissioni l’anno, conta 10 medici (compreso il primario), 12 infermieri, 3 Oss, operatori socio sanitari spalmati nel comparto al sesto piano del Santo Spirito, ala nord e sud.
Sulla cronica carenza di organico che riguarda tutti i reparti ospedalieri, Simeone commenta: «Il personale non basta mai, è vero, ma il futuro è roseo. La direzione sanitaria ha assicurato nuove assunzioni durante l’anno», nuovi fondi in arrivo per integrare l’organico.
Altro reparto perennemente in crisi per sovraffollamento è Medicina, settimo piano, con 29 posti letto in ala est e 6 in ala nord sempre pieni. «Momenti difficili sono stati gli ultimi giorni di dicembre», conferma Paolo Di Berardino, direttore dell'Unità operativa complessa di Medicina che coordina anche le attività degli ospedali di Penne e Popoli.
Disagi per il sovrannumero di pazienti si sono registrati anche ieri mattina a Medicina. I due reparti durante l'anno scoppiano di ricoveri con patologie legate ai cambiamenti climatici sempre più imprevedibili.