Gestione dei penitenziari I sindacati: no allo scippo, la sede ora torni a Pescara

Di Giovanni (Uil-Pa): «Il ministero vuole accorpare tutto a Perugia, perdere il Provveditorato sarebbe una beffa per la nostra regione»
Riportare il Provveditorato dell'amministrazione penitenziaria a Pescara. È la richiesta avanzata, in una nota, della Uil Pubblica amministrazione polizia penitenziaria abruzzese al presidente della Regione, Marco Marsilio. «Il riattamento della vecchia sede del Provveditorato a Pescara costò svariati milioni di euro e non è stato utilizzato», spiega Ruggero Di Giovanni, segretario generale Uil Pa, polizia penitenziaria per l'Abruzzo, «quando sembrava che i nuovi uffici potessero andare incontro alle esigenze dei vari operatori, compresi quelli amministrati negli undici penitenziari del Molise e dell'Abruzzo, il decreto 84 del 2015, firmato dal presidente del Consiglio, decretò la soppressione del Provveditorato pescarese con la contestuale annessione delle dinamiche amministrative delle sue istituzioni penitenziarie a quello di Roma». Per la Uil «mai scelta è stata più infelice. Scelta che abbiamo subito condannato, denunciandone i possibili risvolti, senza però essere stata mai ascoltata», evidenzia Di Giovanni, «la situazione potrebbe migliorare, a patto che la scelta di riportare il distretto a Pescara sia appoggiata dalle istituzioni locali e regionali». Il decreto legge del 22 giugno 2023 rileva «l’esigenza prioritaria di riorganizzazione dell’apparato strutturale dell’amministrazione penitenziaria, con l’implementazione di un posto dirigenziale generale correlato all’istituzione di un nuovo e autonomo provveditorato regionale, dove far confluire 16 istituti penitenziari delle regioni Marche, Abruzzo e Molise, che attualmente rientrano nelle competenze territoriali, eccessivamente ampie, degli attuali provveditorati dell’Emilia Romagna-Marche e del Lazio-Abruzzo e Molise, che si occupano della gestione di complessivi 40 istituti penitenziari, con aree di intervento ad elevato rischio professionale».
«Adesso, però, è emersa la proposta del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di far confluire gli istituti dell'Abruzzo e Molise in un nuovo provveditorato, diverso da quello immaginato in fase di stesura del decreto legge, ovvero Umbria, Abruzzo e Molise con sede a Perugia», evidenzia Di Giovanni, «allontanando di svariati chilometri la sede dirigenziale». La Uil parla di «un vero e proprio scippo all'Abruzzo, alla polizia penitenziaria abruzzese e alla città di Pescara. Scelta che aggraverebbe la già drammatica situazione degli istituti di pena abruzzesi». Di qui la richiesta al presidente Marsilio «perché si faccia carico dell'opportunità concessa cogliendo l'importanza di riportare un Provveditorato dell'amministrazione penitenziaria in Abruzzo, nel plesso ristrutturato di Pescara. Sappiamo bene quanto questa sfida sia difficile. Come dipendenti ci siamo sacrificati tantissimo piegandoci alla discutibile scelta partorita nel 2015», conclude Di Giovanni, «ma è un dovere della politica far sentire forte la voce nelle sedi opportune per richiedere quanto da noi auspicato. Abbiamo reparti sotto organico, sezione stracolme di detenuti e agenti stremati costretti a doppi e tripli turni. Adesso la politica abruzzese può e dovrebbe dare una risposta a tutti i lavoratori del mondo penitenziario che non meritano di dover subire questa ennesima ingiustizia».
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