Gestione dell’acqua, è scontro in Comune

13 Novembre 2022

Penne. Il consigliere Frisa chiede all’amministrazione di lasciare l’Aca. Petrucci: «Non è possibile»

PENNE. L'ultimo consiglio comunale di Penne ha messo in evidenza la disparità di vedute tra maggioranza ed opposizione sulla gestione dell'acqua pubblica. In particolare il consigliere d'opposizione Gabriele Frisa, capogruppo di Penne ribelle, ha invitato il sindaco di Penne ad uscire dalla gestione Aca.
«Le condutture fanno acqua ovunque», dice Frisa, «si registrano perdite ovunque. Penso che sia il caso di gestire in maniera autonoma l'acqua pubblica». «Il Comune di San Valentino, ad esempio, lo fa da anni», conclude il capogruppo di Penne Ribelle.
«Al di là delle opinioni politiche del consigliere comunale Gabriele Frisa, credo che, sul piano amministrativo, tecnico ed economico, non sia possibile oggi revocare il contratto societario stipulato con Aca spa, favorendo, come proposto, una gestione interamente comunale del servizio idrico integrato», afferma il sindaco Gilberto Petrucci. «Come già osservato in consiglio comunale, la legge nazionale di settore 36/94 “Galli” e la legge regionale 2/97 degli ambiti ottimali, nello spirito e con gli intenti di superare la gestione frammentata, hanno determinato la cooperazione tra enti locali per gestire un servizio fondamentale come quello del ciclo idrico integrato. E poi, come è noto, il Comune di Penne non dispone di sorgenti autonome». «Qualora il consigliere comunale Gabriele Frisa fosse in grado, invece, alla luce della sua esperienza amministrativa e politica, di cambiare rotta al settore, rinunciando al gestore unico, attraverso un piano di fattibilità economica e amministrativa, e quindi senza generare nuove criticità, siamo pronti a valutare la sua proposta», ha concluso il sindaco di Penne.
Nell’area vestina è ormai da tempo che si verificano problematiche con l’erogazione dell’acqua, anche per via delle condizioni obsolete delle condutture che dalla sorgente Tavo della Vitella d’oro, a Farindola, portano l’acqua nei territori dell'area vestina. Già nel 2015 si erano verificate rotture importanti e i territori vestini erano rimasti a secco di acqua per diversi giorni. Difficoltà che si evidenziano soprattutto nel caso di scarse piogge. Per rifare i tratti di adduttrici servono circa 120 milioni di euro, conto che l’Aca ha già avanzato mesi fa alla Regione come richiesta di fondi. (f.bel.)