Gestori insoddisfatti: «Si poteva fare di più»

PESCARA. Ancora una volta l'ordinanza che regola la vita notturna pescarese (la terza dopo l'eliminazione del coprifuoco), lascia l'amaro in bocca nei gestori dei locali. Nei giorni scorsi proprio...
PESCARA. Ancora una volta l'ordinanza che regola la vita notturna pescarese (la terza dopo l'eliminazione del coprifuoco), lascia l'amaro in bocca nei gestori dei locali. Nei giorni scorsi proprio gli esercenti dell'area di piazza Muzii, il distretto del food and beverage più grande d'Abruzzo, avevano ribadito le loro richieste all'amministrazione e cioè di poter restare aperti tutti i giorni fino alle 2. L'istanza di fatto è stata parzialmente accolta, dal momento che l'uniformità di tutte le zone della città alle 2 entrerà in vigore solo nelle settimane a cavallo di Ferragosto, dal 9 al 22 agosto.
«C'è poco da commentare», evidenzia Mario Palladinetti, referente per le attività della zona nel cuore di Pescara centro, «dopo la consegna dell'indagine fonometrica che abbiamo commissionato ad una società privata, e che di fatto evidenzia che la zona di piazza Muzii è un'area viva dalla mattina fino alla sera, ci saremmo aspettati qualcosa di più dall'amministrazione. Noi vogliamo lavorare rispettando i residenti, ma esigiamo delle regole affinché anche la nostra categoria venga rispettata». Siamo molto amareggiati», ammette Palladinetti, che ieri mattina ha partecipato insieme a Confcommercio ad un incontro con il primo cittadino Carlo Masci, «durante la riunione ho richiesto al sindaco di sederci attorno a un tavolo per il dopo ordinanza (che scadrà il 22 agosto, ndc). Vogliamo che la zona di piazza Muzii venga regolamentata come si deve. Non possiamo accettare ulteriormente una differenziazione così netta rispetto al resto della città. È assurdo che basta spostarsi di 50 metri per trovare una regolamentazione oraria completamente diversa. Ho chiesto anche di lavorare in maniera concreta su un progetto per dotare la piazza di strutture con tende fono assorbenti».
Si dice rassegnato Pietro Kus, referente per i locali di Pescara vecchia, l'altra zona della città che viene omologata al centro. «Non abbiamo più le forze di combattere», sostiene, «se dall'altra parte non si dimostra alcuna comprensione delle esigenze degli imprenditori. Il Covid, poi, rende tutto più difficile. Siamo sicuramente in un momento particolare, ma mi sembra che alcune decisioni vengano prese solo a Pescara». (m.pa.)

