Giancaterino: stop agli intrusi di Rigopiano

L’ex sindaco di Farindola denuncia chi entra nel sito della valanga per fare selfie e raccogliere gadget
FARINDOLA. «Avviso: comportamenti da evitare nel visitare il sito della Valanga a Rigopiano». Comincia così un messaggio postato su Facebook dall’ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino, fratello di Alessandro, che è stato una delle vittime della tragedia del resort di Rigopiano, nel gennaio scorso.
Così, dopo il caso dei selfie nel sito della valanga, con gente che continua ad arrivare anche fuori dall’Abruzzo per fermare una immagine di sé nei luoghi della tragedia, ecco un altro fenomeno che imperversa a Rigopiano. A quanto pare senza conoscere pause: recarsi ai piedi sotto il canalone devastato per raccogliere cose, frugare tra i resti. Magari anche solo per raccogliere un gadget.
E tant’è. Giancaterino si è visto costretto a firmare un messaggio social per mettere sull’avviso gli anomali frequentatori di Rigopiano, invitando altresì alla moderazione e alla educazione chiunque volesse intervenire per rilasciare commenti al suo post. Qual è dunque l’avviso di Massimiliano Giancaterino?
«Evitare di rovistare tra il materiale posto a valle dell'area sequestrata» scrive l’ex sindaco di Farindola, «vi sono ancora oggetti che, seppur ritenuti non utili ai fini del sequestro, sono pur sempre cose pertinenti all'hotel e alle Vittime. Personalmente gradirei» prosegue Giancaterino, «(ma credo sia un desiderio anche degli altri parenti delle Vittime) che non si andasse alla ricerca di gadgets in un luogo sacro, che merita il massimo rispetto». Insieme al testo scritto, una foto che testimonia cosa «non andrebbe fatto».
C’è da chiedersi: era proprio necessario scrivere un avviso per fermare gli avvoltoi delle sciagure? A quanto pare sì.
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