Gianluca da anni vive in Inghilterra: genitori in angoscia

5 Ottobre 2022

TORTORETO. Nella casa di via Messina, dove abita la famiglia di Gianluca Cudini, preferiscono non parlare. Finestre abbassate e porte chiuse, i familiari del ragazzo scelgono la strada del riserbo....

TORTORETO. Nella casa di via Messina, dove abita la famiglia di Gianluca Cudini, preferiscono non parlare. Finestre abbassate e porte chiuse, i familiari del ragazzo scelgono la strada del riserbo. «Nessuna dichiarazione» fa sapere papà Carino, dipendente dell’azienda Las Mobili e uno dei dirigenti del Tortoreto Calcio. La speranza è che tutto possa concludersi nel più breve tempo possibile e che il telefono del ragazzo possa tornare a squillare per sentire la sua voce.
Gianluca ormai da anni non vive più a Tortoreto: il giovane, infatti, da tempo si è trasferito a Londra dove lavora. «Non torna spesso ma è sempre in contatto con i familiari», raccontano alcuni conoscenti, «è un bravissimo ragazzo con la passione per l’arte in tutte le sue espressioni». Anche i familiari del 24enne tortoretano sono stati avvisati del fatto da una telefonata arrivata dai funzionari della Farnesina che stanno seguendo il caso. «Loro lo hanno sentito al telefono appena pochi giorni fa», raccontano ancora i conoscenti, «il fatto non era ancora successo».
L’amministrazione comunale di Tortoreto si è subito mobilitata per supportare la famiglia. Il sindaco Domenico Piccioni continua a mantenere costanti contatti con i genitori di Gianluca che, almeno fino a poche ore fa, non erano riusciti a comunicare con il familiare.
Secondo il primo cittadino «notizie rassicuranti arrivano dal Consolato, per cui il nostro giovane concittadino, che vive e lavora a Londra, sta bene e presto potrebbe lasciare il carcere indiano in cui si trova». E aggiunge il primo cittadino: «La notizia ha messo in ansia i familiari ma anche la comunità tortoretana che si stringe attorno ai congiunti di Gianluca che vivono questa particolare attenzione di ansia. Sono ore di attesa per tutti, siamo comunque fiduciosi perché la situazione si risolva e volga a soluzione in senso favorevole per i ragazzi affinché lascino nelle prossime ore il carcere e possano tornare in Italia. Lo speriamo tutti e siamo anche certi che questo avvenga».
Il giovane tortoretano bloccato in compagnia di altri tre italiani è assistito da un avvocato del posto che segue il caso per tutti.
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