Gianni Liani assolto dall’accusa di calunnia

24 Ottobre 2018

PESCARA. Assoluzione parziale in appello per Gianni Liani, 38 anni di Sambuceto, finito sotto processo e condannato in primo grado per calunnia e diffamazione nei confronti di alcuni carabinieri che...

PESCARA. Assoluzione parziale in appello per Gianni Liani, 38 anni di Sambuceto, finito sotto processo e condannato in primo grado per calunnia e diffamazione nei confronti di alcuni carabinieri che lo avevano arrestato il 4 febbraio del 2010, dopo una perquisizione nella sua casa di San Giovanni Teatino, per possesso di droga e di una pistola. L'uomo, che al momento dell'arresto aveva opposto resistenza, così come emerse dal processo di primo grado, decise di avviare un procedimento parallelo, accusando i carabinieri di averlo picchiato nel corso dell'arresto. Nel processo sul possesso di droga e di una pistola, invece, Liani venne condannato, ma in appello riuscì a ottenere l'assoluzione dal solo reato di resistenza a pubblico ufficiale. Forte anche di questa assoluzione, Liani presentò appello anche per il secondo processo, quello per calunnia e diffamazione, che lo vide soccombere in primo grado: il giudice Geremia Spiniello, presidente del tribunale di Chieti, gli inflisse infatti una condanna a 4 anni e mezzo. L'appello, però, ha dato parzialmente ragione a Liani, almeno per quanto riguarda il più pesante reato di calunnia dal quale i giudici di secondo grado lo hanno assolto, prendendo per buona la sua tesi difensiva.
E' rimasta invece la condanna per diffamazione nei confronti dei cinque militari chiamati in causa dall'imputato, in quanto Liani pubblicò le sue foto con un occhio tumefatto e un cerotto sul naso, e pubblicò anche ben 137 video su Youtube, nei quali raccontava la sua disavventura e dove apostrofava i carabinieri con frasi e aggettivi pesantissimi che hanno indotto anche i giudici di appello a confermare la condanna per il reato di diffamazione a 9 mesi di reclusione.