Gioco d’azzardo, un male da 654 milioni

23 Agosto 2019

Sono circa 1.500 i ludopatici, mentre nel Serd di Pescara e Tocco sono in cura 1.129 persone affette da varie dipendenze

PESCARA. Il cerchio delle nuove dipendenze è in continua evoluzione. Ci sono i malati di gioco e quelli di alcol. Chi non riesce a fare a meno dei farmaci o di sostanze stupefacenti come cannabis, cocaina ed eroina. Ed esiste persino una patologia collegata all’uso compulsivo di internet e del cellulare.
I numeri sono spietati: solo nella Asl di Pescara gli utenti in carico nelle strutture del Serd, il Servizio gratuito per la cura delle dipendenze, sono complessivamente 1.129. Eroina e alcol guidano la speciale classifica delle dipendenze stilata dai responsabili dell’unità operativa, rispettivamente con 525 e 193 pazienti in cura, ma al terzo posto spicca in maniera preoccupante la ludopatia. In sei mesi, da gennaio a giugno, gli uomini e le donne malati di gioco d’azzardo patologico (Gap) che hanno bussato alla porta del Serd sono stati 124. Ma tantissimi altri non sono censiti perché rifiutano di farsi aiutare o non accettano il problema. L’allarme si riflette nelle statistiche: il capoluogo adriatico è ai primi posti in Italia per spesa pro capite destinata a gratta e vinci, slot machine e scommesse online.
«Una cifra che sfiora i 2.000 euro all’anno per ogni famiglia», rende noto il direttore del Serd Moreno Di Pietrantonio, sottolineando come il fenomeno costituisca ormai un’emergenza sociale di proporzioni incontrollate che non conosce età, sesso, fascia sociale e collocazione geografica. Anche i dati forniti dal Monopolio di Stato non sono incoraggianti: dei 2,5 miliardi giocati in Italia ogni anno, 654 milioni di euro riguardano Pescara. In totale in Abruzzo sono stimati circa 1.500 di pazienti ludopatici, di cui 150 in cura al Serd di Pescara.
«La dipendenza da gioco d’azzardo», aggiunge il direttore generale della Asl Armando Mancini «non colpisce solo i ricchi che frequentano i casinò, ma soprattutto le persone comuni che arrivano a sperperare stipendi e pensioni e si ritrovano da un giorno all’altro al di sotto della soglia di povertà. Noi facciamo il nostro dovere attraverso il Serd, cercando di intervenire con la prevenzione e con la cura. Per fronteggiare quest’emergenza sociale, l’equipe è stata potenziata con altri due psicologi, un assistente sociale e un consulente legale». Nell’ultimo anno, grazie allo stanziamento di fondi ad hoc inseriti nella legge di stabilità 2015/2016 per il “Piano di contrasto e cura del gioco d’azzardo patologico”, l’Abruzzo ha beneficiato di 1 milione e 200 mila euro, ripartiti fra le quattro Asl, per implementare il personale e istituire un osservatorio epidemiologico regionale con il compito di studiare e monitorare il fenomeno. «Siamo riusciti», evidenzia Di Pietrantonio «a ottenere un azzeramento delle liste di attesa. Nel giro di un anno e mezzo siamo passati da 150 pazienti mediamente in attesa agli attuali tempi fisiologici che ci consentono un’immediata presa in carico degli utenti. Il percorso prosegue poi con un approccio conoscitivo, una valutazione multidisciplinare e la decisione sui trattamenti solo farmacologici o integrati da seguire».
Tra le cosiddette nuove dipendenze spicca a nomofobia, ossia la paura incontrollata di non avere accesso a internet. In base a uno studio recente, il 53% dei possessori di smartphone vive uno stato di ansia quando perde il cellulare, non c’è copertura di rete, si scarica la batteria o termina il credito. Il semplice impulso di controllare continuamente il cellulare, avvertono gli esperti, innesca lo stesso meccanismo compulsivo che si attiva con il gioco d’azzardo. Una dipendenza spesso sottovalutata, poi, è la cannabis che, come sottolinea Francesca Lucini, dirigente medico del Serd, ha effetti «tra le 30 e le 40 volte superiori rispetto a qualche anno fa, creando danni irreversibili a un cervello in formazione come quello di un adolescente e impedendogli di raggiungere la maturazione».