Gioielli in vendita per pagare le bollette

Secondo i titolari dei Compro Oro, durante l’emergenza Covid i pescaresi hanno dato fondo ai preziosi
PESCARA. C'è chi si vende i monili ai Compro Oro perché ha paura di tenerli in casa alla mercé dei ladri oppure perché sono datati e non piacciono più. O ancora, c’è chi sceglie di disfarsi dell’oro di famiglia, alla morte di un parente, per dividere il provento tra eredi e c’è anche chi libera i cassetti avendo bisogno di liquidità. L’attività ai Compro Oro in città «è stabile», a detta degli operatori, non si registra più il boom dei primi anni Duemila. Negli ultimi anni c’è stato un calo perché oro e argento (un chilo, tra monili, posate e oggetti, può essere quotato anche 350-400 euro) cominciano a scarseggiare nelle case dei pescaresi. Ma dopo la pandemia sono tornati a rivolgersi ai negozi che cedono contanti in cambio di oro e argento sulla base delle quotazioni (fluttuanti) dettate dalle Borse. La clientela è composta perlopiù da donne di una certa età e professionisti over 30 che «vogliono togliersi lo sfizio di una moto o di un viaggio», rivelano gli operatori del settore. I prezzi dell’oro sono risaliti vertiginosamente, fino a 59,50 euro per grammo, dopo il fallimento della Silicon Valley Bank. «Nonostante il balzo pazzesco, noi prendiamo l’oro 18 carati a 37 euro al grammo, in questi giorni, per concederci un piccolo margine di guadagno», ammette Sergio, titolare di Compro Euroro di via Clemente De Cesaris aperto dal giugno 2003. «Ci sono giorni in cui non entra nessuno in negozio e giorni che viene preso d’assalto. Il mercato è fluttuante e i clienti, che scandagliano internet prima di venire da noi, sono molto preparati e chiedono di trattare. Il fenomeno è in diminuzione perché l’oro non c’è più, in giro. Lo vendono per i motivi più disparati: dopo il decesso dei genitori, per gli studi di un nipote, per rifare la facciata di casa». Ad Aurea Oro Boa di via Colonna, 20 anni di attività, i clienti arrivano anche da fuori Pescara. «Chi ha l'oro da vendere», commenta la titolare, Valentina, «aspetta la quotazione più alta, poi fa il giro dei Compro oro e riscuote col miglior offerente. Le motivazioni per cui arrivano da noi sono tante: dividono i proventi tra eredi dopo la morte di un familiare oppure c’è chi ci dice che nel quartiere stanno rubando, quindi meglio monetizzare e ricevere un bonifico (il massimale in contanti è di 499 euro, per legge). Oppure c’è chi ammette di aver bisogno di contante per la spesa e le bollette. I nostri clienti contrattano molto, ma tornano. Nel post Covid abbiamo rilevato un rialzo di accessi, ma il boom dei compro oro c'è stato una ventina di anni fa, quando si regalava l’oro ai battesimi: oggi i costumi sociali sono cambiati».
Lorella, dal compro oro di via Nazionale Adriatica, rileva un calo «ma solo perché apro più tardi al mattino e al pomeriggio e comunque non si fanno più gli incassi di un tempo, nei primi anni 2000 si lavorava tantissimo, oggi molti non hanno più l’oro da vendere. E tanti colleghi hanno chiuso l’attività perché la normativa e più restrittiva».

