Giorgetti: «Grazie alla Lega di Salvini il M5S non farà nulla»

17 Febbraio 2018

Intervista al vice del Carroccio e al prof anti-euro Bagnai «Accordo Pd-Forza Italia? Sarebbe solo un governino» 

PESCARA. «Se fossi Mattarella farei fare un monumento a Salvini perché altrimenti i 5 Stelle avrebbero già vinto».
Comincia così l’intervista doppia a Giancarlo Giorgetti e Alberto Bagnai. Il vice presidente di Lega-Salvini premier era in Abruzzo ieri, accompagnato dai candidati tra cui il prof anti euro Bagnai, capolista nel proporzionale Senato.
Migranti e sicurezza, Giorgetti che cosa propone la Lega?
«Nessuno lo dice, ma i migranti continuano ad arrivare. Cominciamo a mandare un segnale al mondo: questo è un Paese dove le regole devono essere rispettate e le pene debbono essere serie oltre che realmente inflitte. Se in primo grado agli stupratori di Rimini vengono dati 9 anni, ridotti a cinque in appello, con la prospettiva concreta di farne due dentro, il messaggio qual è? Noi invece vogliamo un Parlamento che faccia leggi chiare e magistrati che le applichino. Perché in Svizzera, dove l’immigrazione c’è, nessuno si permette di sgarrare? Perché sanno cosa li aspetta».
Secondo lei è meglio uscire dall’euro o modificare i trattati europei?
«Il principio di sussidiarietà dovrebbe essere applicato anche all’Europa. La risposta la deve dare il luogo più vicino al cittadino, cioè il Comune, la Regione, lo Stato. Invece la sovranità è stata trascinata verso l’Europa e le decisioni vengono prese da persone che la gente non ha mai votato. Salvini la pensa come me e il professor Bagnai. Sin dall’inizio ci siamo schierati da soli contro l’euro perché è una moneta sbagliata per l’Italia. Una moneta che ha fatto molti più danni che benefici. Come se ne esce? La soluzione dev’essere politica. Lei sa perfettamente che l’Europa dichiara illegali gli aiuti di Stato. Allora perché il decreto legge che ha regalato qualche miliardo al sistema bancario non ha avuto nessun tipo di reprimenda? Se bisogna costantemente violare i trattati per salvare l’economia allora è meglio modificarli. Avrebbe più senso».
Professor Bagnai, secondo lei che fine farebbe l’Italia fuori dall’euro?
«L’Italia dev’essere governata dagli italiani. Si può fare con le buone o con le cattive, e la Lega vuole farlo con le buone secondo una proposta che abbiamo scritto in un manifesto firmato da economisti che si chiamava "Manifesto di solidarietà europea". Deve essere la Germania a fare un passo indietro. Il modello di sviluppo tedesco è basato sul promuovere le esportazioni comprimendo i salari. Ma il capitalismo tedesco sta schiacciando i suoi lavoratori e i nostri paesi. Poi vediamo arrivare dagli Usa dei segnali di debolezza dei mercati. Voi pensate che il sistema oggi reggerebbe a un urto come quello del 2008? Allora la disoccupazione era tra il 6-7%, adesso se va bene è all’11-12%. Se portiamo la disoccupazione al 18% perché ce lo chiede l’Europa con l’austerità, nel frattempo saranno morti i nonni che con le loro pensioni aiutano le famiglie, e saranno state vendute all’asta le case di proprietà. Nonni e case di proprietà sono i veri ammortizzatori sociali. Quando questo sarà scomparso suppongo ci sarà una reazione».
E sull’immigrazione che pensa di fare?
«Finora il fenomeno è stato incentivato dal Pd che ha fatto il patto con l’Europa cedendo la nostra sovranità territoriale. Mi domando però: in cambio di cosa? Secondo me è meglio fare una politica di respingimenti assistiti».
Onorevole Giorgetti lei crede nei sondaggi?
«Nei sondaggi che faccio io, con il cosiddetto nasometro, sì. Il nasometro di uno che ha fatto 10-12 campagne elettorali riesce a capire l’aria che c’è. E l’aria è molto positiva.
E crede anche nel sorpasso della Lega a Forza Italia?
«Ha presente le corse dei cavalli? Il cavallo Salvini sta rimontando molto bene, sono convinto che la Lega sarà il primo partito del centrodestra. Ma questa non è una battaglia, è la guerra perché se vincerà l’asse Pd-5 Stelle non ci sarà un altro 4 marzo fra cinque anni. Fra cinque anni questo paese si avvierà verso un’eutanasia meno dolce».
E lei Bagnai crede nella possibilità di tre eletti in Abruzzo per la Lega?
«Io posso dire che nei territori dove Salvini e Giorgetti hanno ritenuto di schierarmi, tre territori ai quali appartengo per motivi diversi, ho trovato una stima enorme. Oltre al nasometro abbiamo anche il manometro, le mani che si stringono. E sono molto ottimista».
Professor Bagnai sa che i 5 Stelle si rammaricano di non averla messa in lista?
«Io ero noto come economista anti-euro, come lo sono i 5 Stelle. Ma da loro non ho mai avuto un segnale».
Giorgetti, un’ultima domanda: vi tirerete fuori da una grand coalition?
«Non ci sarà nessuna grande coalizione. Pd ed Fi insieme fanno l’unione di due debolezze. Sarebbe un governino».