Giornali nei paesi con i bus della Tua «Legge da derogare»

1 Luglio 2024

Il presidente De Angelis: «Sono disponibile a discuterne, ma va approfondito se la proposta di D’Amico è fattibile»

Immaginate tanti punti su una carta geografica, uniti da una articolata rete di linee curve. Ora, guardatela di profilo e vedrete che è un continuo saliscendi di colline e vallate. È l’Abruzzo. I puntini sono i piccoli centri, le linee curve sono le strade tortuose di montagna e i saliscendi sono le pendenze delle varie vie di collegamento. Come raggiungere quotidianamente tutte queste località per la consegna dei giornali per venire incontro anche alle difficoltà del distributore? La proposta lanciata sabato a Pescara, agli Stati generali dell’informazione, da Luciano D’Amico, leader del centrosinistra: «Utilizziamo i mezzi della Tua che già raggiungono i piccoli centri e affidiamo loro la consegna dei quotidiani».
Abbiamo chiesto al presidente della Tua, Gabriele De Angelis, se la proposta è fattibile. «Il tema andrebbe approfondito», spiega. «Va detto che la normativa attuale del Tpl, il Trasporto pubblico locale, non lo prevede perché si configurerebbe un trasporto merci. Un trasporto per conto terzi e di privati. Allo stato attuale non è possibile, ma si dovrebbe valutare se e come derogare alle norme attuali e creare una regolamentazione ad hoc».
De Angelis si dice «disponibile» a sedersi intorno a un tavolo e parlarne. «Se fosse possibile, noi ci siamo», dice, «perché l’idea di fondo è appetibile. Qui, deve essere chiaro, non parliamo di una busta fuori sacco con le foto come avveniva una volta prima dell’avvento della tecnologia. Il discorso è organico, bisogna approfondire».
la legge sull’editoria
Sul fronte editoria D’Amico replica al capogruppo di Fdi in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia che ha ricordato che una legge sull’editoria già esiste. «Le parole del capogruppo di Fdi», osserva D’Amico, «sono la prova che in Abruzzo è necessaria, e a questo punto urgente, una legge sull'editoria. Pensare di far passare un emendamento inserito in una delle tante omnibus a firma centrodestra – che non rende merito in alcun modo a ciò che è emerso nel corso degli Stati Generali – come legge sull'editoria è una mancanza di rispetto per l'intero settore. Se qualche consigliere di centrodestra fosse venuto ad ascoltare in prima persona gli interventi degli Stati Generali, si sarebbe reso conto di quanto la precisazione odierna sia stata fuori luogo e inutile. Ribadisco l'impegno del Patto per l'Abruzzo di dotare la Regione di una legge efficace sull'editoria, che tuteli i professionisti, la libertà di informazione e le realtà imprenditoriali locali».