Giornalisti Rai picchiati in via Tavo Obbligo di dimora per l’aggressore

7 Marzo 2019

Jhonny Di Pietrantonio non potrà uscire dalle 22 alle 7 e dovrà presentarsi tutti i giorni in questura Resta libero il giovane che era con lui: per il giudice mancano indizi gravi. Il pm aveva chiesto l’arresto

PESCARA. Obbligo di dimora e presentazione quotidiana in questura. È questo il provvedimento del giudice per le indagini preliminari Elio Bongrazio nei confronti di Jhonny Di Pietrantonio, 22 anni, uno dei giovani accusati dell’aggressione al giornalista di Rai 2 Daniele Piervincenzi e ai componenti della sua troupe, Sirio Timossi e David Chierchini che l’11 febbraio sono stati cacciati con violenza dal “ferro di cavallo” di via Tavo, tra calci e schiaffi, come mostra un video diffuso dalla Rai qualche giorno dopo. Il giovane non si potrà allontanare da casa dalle 22 alle 7 e dovrà recarsi tutti i giorni in questura. Nessuna misura, invece, nei confronti di Kevin Cellini, 24 anni, anche lui indagato per lo stesso episodio. Il pubblico ministero Luca Sciarretta aveva chiesto gli arresti domiciliari per entrambi ma per il giudice non esistono «gravi indizi di colpevolezza» nei confronti di Cellini mentre per Di Pietrantonio l’obbligo di dimora è una misura «idonea» perché «consente un adeguato controllo» del giovane. E i domiciliari, sostiene sempre il giudice, non sono «necessari», considerate le conseguenze fisiche «non gravi» delle vittime, che «non hanno sporto nemmeno querela».
È stata la squadra mobile, diretta da Dante Cosentino, ad occuparsi delle indagini e poi, ieri, ad eseguire la misura nei confronti di Di Pietrantonio, un volto già noto dalle forze dell’ordine. La troupe di Rai 2, che stava preparando un servizio sulla malavita a Rancitelli, ha raggiunto due volte il “ferro di cavallo”. La prima volta, il 6 febbraio, tre persone avrebbero costretto la troupe ad andare via, utilizzando anche un bastone, non gradendo la presenza della tv. Poi, durante la seconda visita al “ferro di cavallo”, mentre erano in corso le riprese, Di Pietrantonio ha «sferrato uno schiaffo a Piervincenzi e, insieme a un’altra persona, ha minacciato e inseguito gli altri componenti della troupe prendendo a calci Chierchini». Intanto «l’altro sferrava un pugno a Piervincenzi e aggrediva Timossi gettandolo sul cofano di un’auto» per poi colpirlo «con un calcio alla schiena e afferrarlo al collo nel tentativo di sottrargli la telecamera».
Con i due aggressori c’era un 34enne della provincia, M.G., (non indagato), che si sarebbe limitato a cercare di oscurare più volte la telecamera. Nessun dubbio sulle responsabilità e sulla misura per Di Pietrantonio, per il giudice, visto che il 22enne ha agito a volto scoperto ed è «assai concreto e attuale il pericolo di recidiva». Mentre non ci sono «indizi di analoga gravità» nei confronti di Cellini, dato che il secondo aggressore ha agito «incappucciato e vestito di nero».
Timossi è stato dichiarato guaribile in 7 giorni, Chierchini ha riportato lesioni al ginocchio. Piervincenzi non è andato in ospedale.