Giovane ciclista muore investito da un’auto

Francavilla, incidente in contrada Santa Cecilia: Philip Bovi, 20 anni, ghanese, in Italia da due anni, viveva a San Donato
FRANCAVILLA. Si chiamava Philip Bovi il ragazzo ghanese di 20 anni, travolto e ucciso domenica sera da un’auto mentre stava pedalando in sella alla sua bicicletta in contrada Santa Cecilia a Francavilla, sulla provinciale per Ripa Teatina. La tragedia è avvenuta intorno alle 22,50. Dai primi accertamenti, sembra che il giovane stesse uscendo in bici da una stradina laterale, quando una Volkswagen Polo, condotta da una donna di 39 anni di Ripa Teatina, l’ha urtato, non lasciandogli scampo. La donna ha cercato di dribblare il giovane ciclista spostandosi sulla corsia opposta, ma la manovra non ha evitato l’impatto e il ragazzo è morto pochi minuti dopo.
Inutili i tentavi di rianimarlo da parte del personale del 118 di Chieti. Sul posto, è intervenuta, per i rilievi, anche la polizia stradale di Chieti diretta da Fabio Polichetti. La notizia si è diffusa già dalla tarda serata di domenica, ma solo ieri mattina ha raggiunto Eta Beta, la cooperativa sociale di San Donato, a Pescara, dove viveva il ventenne. Lo sconforto e la tristezza hanno immediatamente avvolto l’ambiente che lo conosceva: «È arrivato da noi il 13 settembre del 2016», racconta con un filo di voce il responsabile del centro Marco Pierdomenico. «Giovedì, avrebbe festeggiato i due anni nella nostra comunità, purtroppo il destino non gliel’ha consentito». Poi lo descrive: «Era una ragazzo positivo e solare, con il sorriso sempre stampato sul volto, pronto a dare una mano a chi ne aveva bisogno. Qui lo conoscevano tutti e non vi nascondo che la notizia della sua scomparsa è stata una mazzata». Lui era il solo ghanese all'interno della struttura, che attualmente ospita circa quaranta persone.
Ma anche al di fuori, Philip Bovi aveva tanti connazionali amici, a cui è spettato il difficile compito di dare la notizia alla famiglia: «Solo ieri mattina sono riusciti a mettersi in contatto con i genitori e i parenti», racconta Pierdomenico. «Qui già ci stiamo organizzando, insieme ad altre associazioni, per dare una mano all'eventuale trasporto della salma in patria, quando verrà concesso il nulla osta dall'autorità».
Il corpo del ragazzo infatti è ancora a disposizione della procura di Chieti, che ha aperto un’inchiesta. Poi bisognerà capire se il funerale del giovane sarà celebrato qui in Italia o direttamente in Ghana. Agli amici e a chi l'ha conosciuto resta solo il ricordo di un ragazzo che cercava un futuro migliore, e la tristezza per una vita spezzata troppo presto.
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