Giovane ricercatore abruzzese precipita in un burrone e muore in Turchia

Alessandro Angelucci, 34 anni di Pescara, era un appassionato di storia medievale. Aveva insegnato in un master all'università D'Annunzio. E' scivolato in un burrone forse a causa delle scarpe bagnate. Il rientro della salma previsto per la fine della settimana
ISTANBUL. Un ragazzo abruzzese è morto ieri pomeriggio (lunedì 30 maggio) in Turchia in un incidente avvenuto durante un'escursione a 200 km da Istanbul. La vittima è Alessandro Angelucci di 34 anni, originario di Lanciano e residente a Pescara. Il giovane, che in passato aveva svolto attività formative nell'Università di Chieti-Pescara, si trovava in Turchia con un gruppo di studenti, nell'ambito di un progetto organizzato da un'associazione di cui al momento non si conosce il nome.
Angelucci è precipitato da un burrone da un'altezza di circa 15 metri, dopo aver perso l'equilibrio. Avrebbe messo un piede in fallo poi ha perso l’equilibrio ed è precipitato nel vuoto. L’incidente si è verificato durante una escursione nella zona di Kokaali, nel distretto di Karasu della provincia di Sakarya, provincia sukl Mare Nero a 200 km da Istanbul.
L’impatto al suolo è stato fatale ed iogni tentativo di socorso è risultato vano. Prima che il corpo del docente possa tonare in Italia bisognerà attendere l’esito dell’autopsia disposta dalle autorità turche. La salma di Angelucci è stata trasferita a Istanbul.
«A tutti gli amici di Alessandro intanto grazie per la vicinanza. Mi scuso ma non riesco a pensare di rispondere perchè non so cosa rispondere», scrive su Facebook Giovanna Angelucci, la sorella di Alessandro. «Ho provato due anni fa cosa si prova a perdere un padre ma perdere un fratello il mio unico fratello. Una parte di me è andata e...scusate non riesco ancora a dire altro».
Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in Storia medievale all'Università di San Marino, tra le tante attività Angelucci aveva tenuto un corso sul Teatro medievale nell'ambito del Master di primo Livello in Teoria e Pratica di Teatro e Musica all'università «G. d'Annunzio» di Chieti-Pescara, di recente aveva partecipato a
Pescara alla conferenza «Tra oriente e occidente», organizzata da Fondazione Tiboni e Istituto nazionale di studi crociani.
Proprio il presidente dell'Istituto, Marco Presutti, suo amico, ignaro del fatto che fosse partito per la Turchia, solo ieri gli aveva mandato un messaggio, «fatti sentire», in vista di impegni comuni. «Alessandro era un ragazzo con una passione straordinaria per il medioevo, la storia bizantina, il suo riferimento era David Abulafia, studioso del Mediterraneo medievale - ricorda Presutti, affranto dopo aver appreso la notizia dell'incidente -. Un ragazzo dalla vorace curiosità intellettuale, avido lettore, noto nel nostro ambiente per l'originalità di alcune sue posizioni, maturate comunque grazie a un solido metodo scientifico. Da quanto ho appreso questa non era la prima volta che andava in Turchia per i suoi studi».
La sorella. «Io e mamma siamo sconvolte, non possiamo credere a ciò che è successo. Speriamo di riaverlo tra di noi per la fine della settimana. Vi farò sapere quando e dove sarà allestita la camera ardente». È lo sfogo, affidato a Facebook, di Giovanna Angelucci, sorella di Alessandro, il 34enne di Pescara morto ieri in Turchia in un incidente che si è verificato durante un'escursione. La donna pubblica su Facebook una delle ultime foto del fratello e si unisce «al coro dei suoi tantissimi amici per ringraziarvi dei messaggi che mi mandate. Il tempo - scrive - non colmerà il nostro dolore, impareremo solo a convincerci». Sempre su Facebook, stamani, la sorella del 34enne aveva lanciato un appello: «Vi chiedo aiuto amici, vi chiedo aiuto per avere informazioni sull'associazione per la quale Alessandro è partito», aveva scritto quando ancora si sapeva poco sull'accaduto. E intanto la bacheca di Angelucci viene riempita da messaggi e foto di amici e conoscenti che, tra incredulità e dolore, ricordano i momenti insieme.




