Giovane sotto al treno, due condannati

Pena di 8 mesi a carico di due operatori delle ferrovie: non si sarebbero accorti in tempo della presenza del 23enne sui binari
FRANCAVILLA. Si è chiuso con due condanne e un’assoluzione il processo, davanti al giudice monocratico del tribunale di Chieti Maurizio Sacco, per la morte di un giovane di 23 anni di Ortona travolto da un treno, il 28 febbraio 2017, mentre era sui binari a Francavilla al Mare. Otto mesi di reclusione ciascuno sono stati inflitti a Giacomo Amoruso e Maurizio Zazzera, pena sospesa e non menzione, i quali dovranno risarcire i danni in separato giudizio. Assolto perché il fatto non costituisce reato Raffaele Doria. Il pm Natascia Troiano aveva chiesto per tutti la condanna a un anno e sei mesi di reclusione. Doria, nella qualità di macchinista alla guida del convoglio ferroviario, Amoruso e Zazzera, come operatori presso il Dco (dirigente centrale operativa) di Bari, tutti pugliesi, erano chiamati a rispondere di cooperazione colposa in omicidio colposo.
Secondo l’accusa, pur essendo stata segnalata tempestivamente ai due operatori del Dco la presenza di una persona che camminava lungo la rete ferroviaria, avrebbero omesso «di prescrivere la marcia a vista ai convogli in transito» e a quello proveniente da Bari e diretto a Milano condotto da Doria. Il macchinista, sempre secondo l’accusa, non prestando sufficiente attenzione al tratto antistante il locomotore, non si sarebbe accorto in tempo della presenza sui binari del giovane che, sempre secondo l’accusa, con l’intenzione di suicidarsi si era sdraiato a terra sui binari, e non riuscì quindi ad arrestare la marcia del treno.
La difesa degli imputati ha sempre sostenuto che si trattò di una tragica fatalità, di un evento imprevedibile e imponderabile non riconducibile alla condotta dei tre. Il padre del ragazzo si è costituito parte civile. La tragedia si era consumata in pochissimi attimi attorno alle 8.30.
La circolazione dei treni era stata immediatamente sospesa su entrambi i binari per consentire gli accertamenti delle forze dell’ordine. Dopo tre mesi, a maggio, lungo lo stesso tratto, a perdere la vita era stato l’ex sindaco di Pescara, Pino Ciccantelli, travolto da un treno Frecciabianca all’altezza della stazione ferroviaria di Francavilla.

