Giovane trovato morto in una baracca

19 Giugno 2019

San Giovanni Teatino: gli inquirenti sospettano un’overdose, venerdì l’autopsia. L’allarme è stato dato dalla compagna

SAN GIOVANNI TEATINO . È stata probabilmente un’overdose a stroncare Giuseppe Speranza, 30 anni, trovato senza vita alla prime luci dell’alba di ieri in via Cavour a Sambuceto. Ad avvalorare l’ipotesi, che sarà verificata con l’autopsia prevista per venerdì, è quanto ritrovato nella sua abitazione, e in particolare dei pezzi di stagnola bruciata sparsi per casa, utilizzati verosimilmente per preparare lo stupefacente al consumo.
Stando inoltre alle prime testimonianze raccolte dai carabinieri intervenuti sul posto, il giovane lunedì sera sarebbe uscito proprio per comprare dell’eroina: di qui, il forte sospetto che a essergli fatale sia stata la droga. Il 30enne viveva in un’abitazione di fortuna, una sorta di baracca maltenuta, che divideva con la compagna.
In via Cavour c’erano solo lui e la ragazza quando, ieri mattina, sono arrivati i soccorsi: è stata proprio lei a chiamare il 118, ma all’arrivo dei sanitari non c’è stato nulla da fare. I medici non hanno potuto far altro che constatare la morte del giovane, che a fine agosto avrebbe compiuto 31 anni.
Sul posto sono intervenuti poi i carabinieri di Sambuceto e i militari del nucleo operativo e radiomobile di Chieti. Il sopralluogo nella stamberga dove viveva Speranza ha portato al ritrovamento di pezzi di stagnola bruciata. Per ora si ipotizza quindi che il decesso sia avvenuto a causa di una dose di droga assunta nel corso della notte.
Ad accertare se sia stato lo stupefacente a far spirare il 30enne sarà l’autopsia disposta dal pm di turno Marika Ponziani, e affidata al medico legale Cristian D’Ovidio. Da stabilire con maggior precisione anche l’ora della morte, che potrebbe essere avvenuta intorno alle 5.
Il magistrato ha aperto un’inchiesta contro ignoti, e quindi al momento senza indagati, per “morte come conseguenza di altro reato”, che, se confermata l’overdose, sarebbe lo spaccio. Le indagini dei carabinieri puntano a individuare chi sia stato a vendere la dose al 30enne: potrebbe trattarsi di uno spacciatore della zona.
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