Giovani Democratici, il bilancio della festa

Da Berlinguer all’Autonomia differenziata, dalla politica regionale alle donne che non hanno spazi
PESCARA. Luca Telese si commuove quando racconta di Enrico Berlinguer che scopre Futura, la canzone di Lucio Dalla che parla di pace. Ma ci sono stati anche momenti di ilarità, ad esempio quando il giornalista che, dal 1° ottobre, assumerà la direzione del Centro, descrive l’incontro di Berlinguer con Breznev che rimase spiazzato di fronte alla menzione del nome di Sakharov, perché non lo conosceva. E poi il Berlinguer visionario, che guardando i primi Commodore 64 capisce subito la portata di quella nuova invenzione e immagina le nuove professioni che si svilupperanno attorno a questa tecnologia.
La presentazione del libro “Opposizione. L’ultima battaglia di Enrico Berlinguer” ha dato il la, ieri a Pescara, alla festa regionale dei Giovani Democratici con il dibattito che ha visto protagonisti, insieme all’autore Telese, Francesco Balassone, segretario provinciale dei GD aquilani e Stefania Misticoni, presidente della Fondazione Abruzzo riforme. Dalle origini ad oggi. L’ontogenesi che ricapitola la filogenesi. Da Berlinguer e la politica regionale, trattati nella mattinata, all’Autonomia differenziata e le donne che in politica non hanno spazi, discussi nel pomeriggio. Un filo rosso, tra passato e presente, è stato il tema su cui si è sviluppata la festa dei giovani del Pd, guidati dal segretario Saverio Gileno, rinata dopo otto anni di assenza. «Mi piace l’inquietudine che animava Berlinguer, la sua continua voglia di conoscere, scoprire e analizzare. Lui a livello personale era molto rigoroso ma anche ironico, ossessionato dalle innovazioni, con un grande senso dello Stato e delle istituzioni. Uno che durante il sequestro Moro ha detto alle figlie: se dovesse succedere a me, sappiate che lo Stato dovrà essere fermo così come sta facendo adesso».
Così dice Telese, alla platea dem raccolta sulla spiaggia tra Pescara e Francavilla al Mare.
E poi Berlinguer che nel ‘56 viene a Pescara per battezzare la giunta Chiola, e che nel ’72, e per tre elezioni consecutive, si candida alla Camera in Abruzzo. «Sono un giornalista di sinistra ma rispetto chi la pensa diversamente a patto che abbia senso delle istituzioni, e mi incazzo quando vedo qualcuno di sinistra che non ne ha», le parole di Telese che approccia l’Abruzzo elogiando il coraggio di Celestino V e il messaggio della Perdonanza, magnificando la visita di Papa Francesco all’Aquila e il senso del suo omaggio al papa del Morrone. È la politica poi ha guadagnarsi la scena della festa dei GD. «Non c’è solo da denunciare il fallimento della destra, le leggi mancia ed i provvedimenti che premiano solo i territori che l’ha votata. Dobbiamo dire chiaramente quali sono le nostre idee per il futuro di questa regione e per risolvere le emergenze che la attanagliano», afferma il segretario regionale del Pd, Daniele Marinelli, durante il dibattito mattutino sul ruolo dell’opposizione in Abruzzo, moderato dalla segretaria provinciale dei GD teramani, Ilaria Bernabei.
Dopo il segretario, parlano anche Luciano D’Amico, Silvio Paolucci e Antonio Di Marco. E conclude Gileno che indica la strada giusta a suoi Giovani Dem: combattere la fuga dal mondo dell’istruzione anche attraverso il trasporto pubblico gratuito, e difendere l’Ambiente, come la riserva del Borsacchio e i cervi: «Una visione alternativa alle follie di questo centrodestra». (l.c.)

