Giovina, nei pozzi nessuna traccia Ma le ricerche non sono concluse

25 Febbraio 2022

Le operazioni per trovare il corpo della donna vanno avanti nelle fosse biologiche dei vicini di casa I cani della polizia hanno passato al setaccio la villetta a Moscufo, trovata un’intercapedine sospetta

PESCARA. Le operazioni di ricerca del corpo di Giovina Mariano, la ex dipendente del Comune di Pescara scomparsa l'8 marzo del 2017, continuano. La procura di Pescara, che sta lavorando a pieno ritmo sul caso, dopo il sopralluogo di mercoledì scorso nel giardino della villetta di Moscufo, dalla quale la donna svanì senza lasciare traccia, che ha dato esito negativo, ha deciso di allargare le ricerche anche nei terreni limitrofi all'abitazione che fu di Gioia.
Mercoledì scorso cani molecolari e scientifica, con l'ausilio di una ditta specializzata hanno controllato a fondo le due fosse biologiche presenti nel giardino di casa e il terreno tutto intorno, ed esaminato, all'interno della villetta, una intercapedine sospetta, senza trovare però traccia di Gioia. Ed è per questo che nei prossimi giorni le stesse operazioni verranno ripetute nella fossa biologica dell'abitazione del vicino e su un'altra fossa, molto più grande, posizionata nelle vicinanze della villetta, dalla quale si può accedere anche con una macchina passando per una stradina che collega proprio la casa della scomparsa con quella fossa. Il pm Anna Benigni, che ha riaperto le indagini sul caso dopo la denuncia dei cugini di Gioia (e non del nipote Alessio) che si sono affidati all'Associazione Penelope Abruzzo presieduta da Alessia Natali, che si avvale della collaborazione professionale dell'avvocatessa Raffaella Anzivino, non sta lasciando nulla di intentato per arrivare alla verità su questa scomparsa che il fratello di Gioia, Domenico, e suo figlio Alessio, hanno sempre accreditato come un allontanamento volontario. Tanto che nell'esposto, successivo alla denuncia dei cugini, Alessio ribadisce che la zia lo aveva messo al corrente di un suo viaggio (del quale non si conosceva la destinazione) e per questo motivo gli avrebbe fatto vedere tutto sul funzionamento della casa nella quale, peraltro, il giovane già abitava con la zia per ragioni di lavoro.
Il fascicolo aperto dalla procura è ancora contro ignoti, ma con una ipotesi di reato di omicidio che, anche se non bene accetta dai legali che curano gli interessi di fratello e nipote di Gioia, è una ipotesi che serve anche per poter effettuare indagini a tutto campo, senza tralasciare niente e nessuno. Insomma, l'inchiesta è in piena attività e gli uomini della squadra mobile, diretti da Gianluca Di Frischia, continuano a lavorare senza sosta sotto la guida del pm Benigni.