Gira un film e scopre il muro della vecchia fortezza

PESCARA. Agli studiosi era già noto da tempo e in pochi si erano avventurati per dargli un’occhiata. Ora però ci ha pensato un video-maker pescarese a renderlo visibile a molti, Alessio Consorte il...
PESCARA. Agli studiosi era già noto da tempo e in pochi si erano avventurati per dargli un’occhiata. Ora però ci ha pensato un video-maker pescarese a renderlo visibile a molti, Alessio Consorte il quale, come anticipato nelle settimane scorse, sta girando un docu-film sulla storia di Pescara, intitolato «Il Traghettatore». E tra un ciak e l’altro ha immortalato una parte di muro della vecchia fortezza di Pescara.
Consorte ha individuato il reperto in una struttura da cui si può entrare da via Caduta del Forte, nei pressi del sottopasso del tracciato ferroviario, dove il regista ha annunciato di aver filmato il muro, visibile da un pertugio del rudere, con tanto di expertise da parte di Giulio De Collibus, attualmente presidente dell’Archeoclub di Pescara, ed ex presidente della Fondazione del Museo delle Genti d’Abruzzo.
«Si tratta di una parte della fortezza cinquecentesca di Carlo V», ha spiegato De Collibus riferendosi all’imperatore del Sacro Romano Impero, «la quale», ha continuato De Collibus, «fu però demolita dopo l’Unità d’Italia. In particolare, il muro ora filmato da Consorte è una parte del bastione di san Vitale, uno degli otto bastioni totali della fortezza. Comunque», ha fatto poi sapere De Collibus, «sulla struttura esiste uno studio planimetrico esposto tempo fa presso il Circolo Aternino». «Ora l’appello va lanciato agli enti pubblici», gli ha fatto eco Giovanni Bruno, un appassionato della storia di Pescara, «affinché non seppelliscano questi reperti presenti in città». Una scoperta, per Consorte, quella del muro della fortezza, avvenuta a partire da un’immagine. «Durante le riprese del Traghettatore», ha raccontato il film-maker, «mi sono imbattuto in una fotografia che mi aveva data il notaio Fernando De Rosa. Di qui mi sono reso conto che questo muro doveva esserci. L’ho trovato», ha concluso Consorte, «e poi ho capito che era parte del bastione interno». Un luogo che, però, è anche rifugio per i senzatetto, come testimoniato da alcuni utensili presenti nell'area.
Vito De Luca
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