Giro di cellulari e droga in carcere, è stretta sui controlli nelle celle

Perquisizioni straordinarie con i reparti antisommossa nella struttura: scoperti 2.165 contatti sospetti. A rischio processo 17 detenuti
PESCARA. Giro di vite della polizia penitenziaria, che sta alzando sempre più il livello di guardia e di controllo nel carcere San Donato di Pescara per cercare di stroncare quel traffico di droga e di cellulari che sta facendo diventare l’istituto di pena un vero e proprio “call center”, con l’ingresso di un gran numero di cellulari nella struttura. Nel giro di una ventina di giorni i reparti speciali della penitenziaria provenienti da fuori regione, hanno effettuato due blitz all’interno del San Donato. In tenuta antisommossa, gli agenti per ore hanno bloccato l’ingresso al carcere, anche agli avvocati, per eseguire quelle che si chiamano “perquisizioni straordinarie” a tappeto, riuscendo a recuperare altri telefoni cellulari, nonostante le diverse inchieste portate avanti dalla procura e giunte ormai nella fase conclusiva.
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