Giro di vite su auto e caldaie per ridurre le polveri alte
Gli assessori Civitarese e Di Carlo annunciano misure restrittive contro lo smog In programma anche i blocchi del traffico, via Sacco è la strada più inquinata
PESCARA. Blocchi parziali del traffico e riduzione delle temperature dei riscaldamenti domestici. Ecco le misure allo studio dei tecnici del Comune per combattere lo smog. L’amministrazione corre ai ripari dopo gli ultimi dati allarmanti sulle polveri sottili, il famigerato Pm10. Venerdì 24 novembre, ultimo dato reso noto dall’Arta, la centralina della periferica via Sacco ha fatto registrare un superamento del limite del Pm10 fissato dalla legge per la sicurezza della popolazione. Ma la situazione sarebbe ancora più grave. In base ai dati in possesso del Comune, via Sacco avrebbe raggiunto ben 28 superamenti nel corso di quest’anno. Se dovesse arrivare a 35 sforamenti entro fine dicembre, scatterebbero obbligatoriamente delle misure restrittive per il traffico.
Ma l’amministrazione comunale ha deciso di fare prevenzione per non arrivare a situazioni drammatiche. Per questo motivo, ieri pomeriggio in Comune si è svolta una riunione tecnica sulla qualità dell’aria, cui hanno preso parte gli assessori all’ambiente, al traffico e al sociale Simona Di Carlo, Stefano Civitarese e Antonella Allegrino il dirigente del settore Ambiente Emilia Fino, il mobility manager Piergiorgio Pardi, il maggiore della polizia municipale Matteo Silvestris, il direttore dell’Arta Francesco Chiavaroli e il tecnico Sebastiano Bianco. «Alla luce dei dati riscontrati da alcune centraline della città, nello specifico via Sacco», ha detto la Di Carlo, «abbiamo prospettato delle iniziative da prendere nell’immediato e azioni di medio e lungo termine».
Quelle a breve termine dovrebbero riguardare le caldaie domestiche. Come già sperimentato l’anno scorso, sempre per il problema dello smog alto, potrebbe scattare l’obbligo di abbassare di un grado la temperatura dei riscaldamenti degli edifici pubblici e privati ed, eventualmente, di ridurre il numero di ore di accensione delle caldaie. «Sulla base dei dati in nostro possesso», ha spiegato la Di Carlo, «si sono stabilite alcune delle cause principali di questa situazione che, oltre alla correlazione con le condizioni meteo, è strettamente collegata anche al riscaldamento domestico, soprattutto quello a legna, combinato con l’incremento dell’utilizzo delle auto nel periodo invernale e a ridosso del periodo natalizio».
Per questo, allo studio ci sono anche degli interventi sul traffico. «In caso di peggioramento della situazione», ha fatto presente Civitarese, «potremmo pensare a forme di limitazione del traffico in alcune zone della città». Ad esempio, il blocco delle auto nelle zone servite dai mezzi pubblici. «Stiamo predisponendo nel frattempo», ha aggiunto, «un incremento dei bus navetta che saranno in funzione già da domani (oggi, ndr) per intervenire sull’inquinamento dei gas di scarico».
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