Gita non rimborsata, c’è l’esposto

Cinquanta famiglie in attesa delle cifre versate. Il preside: faremo causa all’agenzia
PESCARA. La gita in Andalusia è stata annullata causa Covid e i genitori degli studenti delle classi quinte dello scientifico Da Vinci chiedono alla scuola «la restituzione delle somme anticipate per pagare il biglietto aereo, 525 euro».
Ma il rimborso non arriva. E scatta la protesta di 50 famiglie interessate a «riavere indietro l'intero importo versato in due tranche», spiega un portavoce delle famiglie, «200 euro a dicembre 2019 e la restante parte, 325 euro, a febbraio 2020. Poi è scoppiata la pandemia e il viaggio in Spagna, previsto in primavera, è stato cancellato. Ora richiediamo l'importo integrale delle somme versate e non parte di esse. E non accettiamo voucher, come ci è stato paventato dall'amministrazione scolastica che sta monitorando la situazione. Tanto più che le altre classi hanno già riavuto i rimborsi, noi ancora no. Siamo una cinquantina di famiglie in attesa da mesi». Uno dei genitori ha presentato un esposto alla Guardia di finanza in cui spiega la vicenda nei dettagli e chiede un incontro con il preside Giuliano Bocchia.
I ritardi della mancata restituzione dei versamenti effettuati sarebbero causati dal fatto che l'agenzia milanese, che si è occupata di organizzare il viaggio degli alunni delle classi A ed L in Spagna su richiesta dell'istituto scolastico dei Colli, avrebbe intenzione di restituire solo parte dell'importo, ma in voucher.
«Sì, l'agenzia vorrebbe restituirci 180 euro in voucher», rivela il portavoce dei genitori che contesta l'iter burocratico della vicenda, «noi rivogliamo per intero le cifre pagate per i biglietti aerei, tanto più che lo stesso Ministero ha autorizzato i rimborsi, quindi ne abbiamo diritto».
Il dirigente scolastico, Bocchia, spiega la sua versione dei fatti: «Abitualmente ci rivolgiamo ad agenzie pescaresi e ad una toscana per l'organizzazione dei viaggi che normalmente avvengono in bus. Questa volta, d'accordo con le famiglie, si è deciso di optare per la gita in aereo. Dell'organizzazione di questo viaggio si è occupata una docente che ha incaricato quest’agenzia milanese, che avrebbe intenzione di restituire le somme in voucher e a cui faremo causa. Ma nel frattempo ai genitori abbiamo offerto diverse soluzioni, siamo in trattativa per restituire almeno l'80 percento dell'intera cifra versata, perché non disponiamo più degli importi utilizzati per pagare il biglietto aereo». «Nostra intenzione è proteggere le famiglie», conclude il preside, «ma al momento non possiamo fare di più e i dettagli saranno discussi solo con le famiglie. I genitori, però, possono decidere di attendere le decisioni del tribunale nella causa che andremo ad aprire con l'agenzia per la richiesta dell'intera spesa». «Ci stanno facendo una violenza», replicano le famiglie degli studenti rimasti a casa, «quello che vogliamo è capire se sia stato fatto tutto alla luce del sole».
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