Gite in barca e musica: piace la spiaggia libera

4 Luglio 2018

Chioschi aperti fino a sera, sedie per disabili e docce gratis

PESCARA. Le gite in barca, le mini palestre per tenere allenati gli addominali, il pattino spiaggiato per la presentazione di libri e le sdraio dalle ruote giganti per permettere alle persone con disabilità di passeggiare sulla battigia ed entrare in acqua per rinfrescarsi. Le chiamano spiagge libere, ma chi le frequenta può ritrovarsi ad essere molto impegnato tra le mille attività proposte dal circolo Arci e dalla cooperativa Eta Beta che, da un paio d’anni, gestiscono i tratti di spiaggia non in concessione, tra la Lampara e le Hawaii, al confine con Montesilvano; tra Jambo e Nettuno, in centro e nella zona della Madonnina, area portuale. A due settimane dal servizio del Centro sulle spiagge libere senza servizi, la situazione è cambiata completamente. In meglio.
I chioschi bar su tre spiagge libere della riviera nord (nessun punto ristoro alla Nave di Cascella, solo toilette) hanno riaperto ufficialmente, seppur in date diverse tra l’inizio di giugno e i primi di luglio. I bagni vengono puliti spesso anche se le cabine non sono superaccessoriate, le docce sono gratuite e dalle fontanelle scorre acqua potabile. I prezzi al bar sono low-cost, un euro la pizzetta e il caffè, oltre 2,50 euro le birre e i cocktails. Sono aperti dalle 7 fino a notte inoltrata. Fino all’ultimo bicchiere della movida dei pescaresi e dei turisti: milanesi, romani, pugliesi, russi, inglesi, francesi, belgi, argentini, polacchi.
Al chioschetto del “Moroni a mare”, tra Jambo e Nettuno dove un tempo i giovani pescaresi si incontravano allo stabilimento “È’ nata una stella”, c’è una libreria e uno spazio book crossing per lasciare e prendere volumi a piacimento. Scrittori e poeti presentano le loro opere letterarie seduti su un vecchio pattino biancoazzurro che serve da pedana anche per le performance musicali degli artisti.
«Abbiamo riaperto l’8 giugno», spiega Luisa Del Greco del circolo Arci-Movimentazioni che gestisce il bar insieme a Carmen Mancone e Corrado Di Sante, «ci ha rallentato il tempo funesto. Però abbiamo organizzato la festa Greenpeace e domenica prossima faremo la festa Sammontana con giochi d’acqua, pista delle biglie, megasdraio selfie, football e merenda per tutti. Inoltre, stiamo allestendo un servizio di gite in barca, il giovedì».
Il punto ristoro è dotato di un sdraio azzurra con grandi ruote gialle che ieri hanno permesso a Silvia Oprica, di origine romena, con problemi motori e al pescarese Ezio D’Onofrio di entrare in acqua insieme di trascorrere una giornata al mare in relax e senza l’ansia di dover trascinare sulla sabbia una pesante carrozzella. Per la coppia, che risiede ad Asti, è un «utilissimo servizio». Chiara M. legge Il Centro e chiede bagni puliti.
Mariangela Di Matteo, pescarese che lavora in Polonia come assistant-executive in una azienda, ha il capo coperto da un elegante cappello chiaro e si gode il sole bollente di mezzogiorno seduta su una spiaggina in dotazione al chiosco, insieme a racchettoni e bocce. Davanti a lei, il silenzio di una spiaggia semivuota.
Gian Marco Toracchio è di turno al chiosco della spiaggia libera tra La Lampara e le Hawaii dove a breve «sorgerà un campo di beach-volley e una palestrina all’aperto minimal con le sbarre per gli addominali». Il giovane dipendente del circolo Arci rivela che «sia gli stranieri, russi e inglesi, sia i pescaresi stanno apprezzando i nostri servizi. Ci sono gli habituè che al mattino vengono a prendersi il caffè sempre alla stessa ora. Gli anziani che giocano a carte e le famiglie con bimbi vengono al mattino, il pomeriggio si vedono di più i giovani». Antonella e Claudia arrivano da Chieti. Hanno scelto la spiaggia libera perché hanno «tempi stretti e la doccia è gratis. Mancano i contenitori per le cicche di sigaretta».
La spiaggia è aperta agli animali da affezione che possono rinfrescarsi alla fontanella nel retro delle cabine. Mentre Gregorio Babic, il bagnino croato della Compagnia del Mare, raccomanda ai bagnanti di non allontanarsi oltre il limite delle acque sicure, dove la profondità arriva a un metro. E racconta dell’ultimo salvataggio, venerdì scorso. Una bimba di 8 anni rischiava di annegare, ma è stata salvata grazie al tempestivo intervento del collega Alessandro D’Anastasio.
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