Giubileo, due porte sante per cancellare i peccati

Annuncio della curia: dal 13 dicembre a San Cetteo e Beato Nunzio di Pesco sarà possibile lucrare l’indulgenza plenaria. Ecco i passi imposti dalla religione
PESCARA. L’apertura della Porta santa, nella diocesi di Pescara-Penne, avverrà il 13 dicembre prossimo, cinque giorni dopo l’apertura del Giubileo straordinario, a Roma, indetto da Papa Francesco. Lo ha annunciato ieri il vicario della diocesi, don Vincenzo Amadio, in partenza per un viaggio in Terra Santa. A dir il vero, le Porte sante ad essere aperte dal 13 dicembre prossimo, e per tutta la durata dell’Anno Santo, dunque fino al 20 novembre del 2016, sul territorio della diocesi Pescara-Penne, saranno due. La prima è quella della cattedrale di San Cetteo, a Pescara, la seconda, invece, è quella del santuario del Beato Nunzio Sulprizio di Pescosansonesco.
Una novità assoluta, quella di un Giubileo straordinario presente in tutte le diocesi, e dunque non solo a Roma, con le sue quattro Porte sante – quella di San Pietro, di San Giovanni in Laterano, di San Paolo fuori le mura e di Santa Maria Maggiore. Questo vuol dire che i fedeli delle parrocchie della provincia pescarese, per «lucrare» l’indulgenza, usando la corretta terminologia liturgica, non dovranno recarsi necessariamente nella Capitale, e passare attraverso una delle quattro porte capitoline e vaticane. La remissione dei peccati e delle pene, è questa l’essenza dell’indulgenza plenaria, la si potrà quindi ottenere passando anche attraverso le due Porte sante della provincia, quella della cattedrale di San Cetteo e quella del santuario del Beato Nunzio Sulprizio di Pescosansonesco.
Una liturgia, questa, che prevede, ricordano gli esperti, innanzitutto la condizione di «essere in grazie di Dio». Detto altrimenti, bisogna prima confessarsi, e poi passare attraverso la Porta santa, recitare il Credo, il Padre Ave Gloria e poi rivolgere una preghiera per le intenzioni del Santo Padre.
Il rito poi prevede, anche a distanza di qualche giorno, la partecipazione ad una messa, celebrando l’eucarestia. Tuttavia le procedure possono essere diverse. Non è una novità, invece, l’indizione di un Giubileo straordinario. L’ultimo si è aperto il 25 marzo 1983 e lo promulgò Giovanni Paolo II per celebrare i 1950 anni dalla redenzione attuata da Gesù sulla croce nell’anno 33. Il penultimo era stato quello di Pio XI il 6 gennaio 1933 per lo stesso motivo. Il primo, invece, fu concesso da Sisto V nel 1585 per inaugurare il suo pontificato, una tradizione continuata da diversi suoi successori. L’ultimo Giubileo ordinario fu indetto da papa Wojtyla nel 2000.
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