Giudice del lavoro boccia il reintegro di Di Donato

6 Ottobre 2016

MONTESILVANO. L’ingegner Costantino Di Donato non tornerà al lavoro in municipio, almeno per il momento. L’ormai ex dirigente dell’ente montesilvanese, licenziato in tronco per essere stato sorpreso...

MONTESILVANO. L’ingegner Costantino Di Donato non tornerà al lavoro in municipio, almeno per il momento. L’ormai ex dirigente dell’ente montesilvanese, licenziato in tronco per essere stato sorpreso in atteggiamenti compromettenti con una donna nel suo ufficio, e per giunta denunciato da quest’ultima per abusi sessuali, ha incassato il “no” alla reintegra dal giudice del lavoro al quale aveva presentato il ricorso.

L’ex dirigente, responsabile dei settori ingegneria territoriale e mobilità, era stato licenziato «per giusta causa» lo scorso 4 giugno, dopo il parere di un ufficio con sede a Lugo (Ravenna) diretto da Silvia Kranz, al quale il Comune ha affidato la gestione delle controversie nel rapporto di lavoro tra dipendenti. Di Donato aveva così deciso di presentare un ricorso, chiedendo la strada del processo breve, ma nei giorni scorsi ha ottenuto il rigetto dell’istanza. La vicenda ruota intorno a un episodio che sarebbe avvenuto lo scorso marzo a palazzo di città. Secondo la ricostruzione, un sabato, giorno in cui gli uffici municipali sono solitamente chiusi, il dirigente avrebbe condotto con sé una donna, estranea agli ambienti dell’amministrazione, nel suo ufficio di Palazzo Baldoni. L’ingegnere si sarebbe poi intrattenuto con la donna fino al momento in cui sarebbe stato colto di sorpresa proprio dal primo cittadino, Francesco Maragno. Trovandosi davanti a una scena imbarazzante, l’involontario testimone avrebbe segnalato il fatto alle forze dell’ordine che sono subito intervenute a palazzo di città. A quel punto, la donna avrebbe confessato di non aver affatto accettato consensualmente le avances del dirigente. Al contrario. Avrebbe infatti spiegato di essere stata attratta dall’ingegnere nell’ufficio con il pretesto di un posto di lavoro, salvo poi scoprire le reali intenzioni del dirigente. Da qui è scattata la denuncia per violenza sessuale, da parte della presunta vittima, al comandante della compagnia carabinieri di Montesilvano, Vincenzo Falce.

La procura ha quindi trasmesso gli atti al Comune che, parallelamente, ha avviato il procedimento disciplinare a carico del dipendente. A valutare l’accaduto la dirigente Silvia Kranz che, dopo aver analizzato le carte, lo scorso 11 maggio, ha incontrato Di Donato e il suo legale il quale, minimizzando sull’accaduto, avrebbe espresso alla dirigente la propria decisione di difendersi direttamente in sede penale. Giudicando l’episodio inaccettabile e lesivo del prestigio dell’amministrazione, reso ancora più grave dal fatto che a compierlo fosse stato proprio un dirigente, l’ufficio di Lugo di Romagna ha deciso il licenziamento in tronco per «giusta causa».

Di Donato, assistito dal legale Sante Tapognani, ha dunque presentato il ricorso contro l’ente, difeso dall’avvocato Valerio Speziale, rivolgendosi al giudice del lavoro che ha però rigettato l’istanza. (a.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA