Giulianova, le “rubano” la casa mentre è in ospedale malata

20 Marzo 2016

GIULIANOVA. Quanto tempo passerà prima che la famiglia Di Marco di Avezzano riuscirà a tornare nel proprio appartamento. Difficile dirlo, a giudicare dal precedente di Giulianova, dove è stato...

GIULIANOVA. Quanto tempo passerà prima che la famiglia Di Marco di Avezzano riuscirà a tornare nel proprio appartamento. Difficile dirlo, a giudicare dal precedente di Giulianova, dove è stato liberato solo poche settimane fa l'alloggio di via Lombardi di un'anziana ricoverata a Villa Serena, occupato da giugno dello scorso anno. La coppia di roma autrice dell’occupazione è stata fatta sgomberare a fine gennaio con un’operazion e alla quale hanno preso parte carabinieri, polizia, vigili urbani, vigili del fuoco, un'ambulanza della Croce Rossa e gli addetti del Comune di Giulianova. Prima dell'inizio delle operazioni, intorno alle 9 del mattino, si era tenuta una riunione in prefettura per analizzare la situazione e coordinare l'azione, poi è stato dati il via allo sgombero. Uno dei due rom, una donna originaria di Latina, ha cercato di opporsi dicendo di essere in stato interessante, ma non è stato possibile accertare se lo fosse davvero. Già a giugno scorso, il sindaco Francesco Mastromauro, subito dopo l’occupazione, aveva firmato un'ordinanza di sgombero urgente e i carabinieri avevano fatto partire la denuncia per gli occupanti abusivi. I due abitavano nello stesso palazzo, in via Lombardi, nell'appartamento Ater del padre di lui, dove prima risiedevano. La donna però litigava continuamente con la suocera e dunque la coppia aveva approfittato dell'assenza dell'anziana residente alcuni piani sopra per sfondare la porta e occupare l'appartamento.

Ricevuta l'ordinanza di sfratto, a giugno, i due rom si erano andati anche a lamentare dal vicesindaco Nausicaa Cameli, perché a loro il provvedimento non sembrava giusto. La tesi sostenuta dai due era che, vista l'incompatibilità caratteriale tra le due donne e il fatto che ci fosse l'alloggio lasciato vuoto dall'anziana ricoverata, non c'era nulla di male se si erano trasferiti lì. Il padre di lui aveva anche contattato telefonicamente, in maniera anche brusca, il vicesindaco per avallare questa tesi. La coppia aveva quindi sfondato il portone e sostituito la serratura. In questi mesi, l'anziana ricoverata a Villa Serena per cure mediche, ha dovuto farsi ospitare da parenti quando, ogni 15 giorni, le era consentito di ritornare a casa.