Giunta, ancora un rinvio: pesa la tensione di Pescara

18 Giugno 2019

Lega e Forza Italia non riescono a trovare un’intesa sulle poltrone da spartire Masci-De Martinis: i destini incrociati dei due sindaci in attesa di un accordo

MONTESILVANO. Una nuova fumata nera si è alzata ieri su palazzo di città dove il sindaco Ottavio De Martinis non è ancora riuscito a portare a casa un accordo sulla composizione della giunta.
Doveva essere il giorno della quadra e invece ancora oggi, alla vigilia del primo consiglio comunale in cui è prevista la presentazione dell’esecutivo, mancano i nomi dei sette assessori. E non si esclude la possibilità che De Martinis corra ai ripari nominando una formazione ridotta a 5 elementi, proprio come già fatto dal suo predecessore, per concedere il tempo necessario alle forze politiche di trovare un punto di incontro. Un accordo che la città attendeva già dalle 15 di ieri, quando era in programma un nuovo tavolo politico alla presenza delle liste Lega, Montesilvano in Comune, Forza Italia/Udc e Fratelli d’Italia. Ma la necessità di trovare una quadra anche nella vicina Pescara ha spinto i rappresentanti delle diverse forze a decidere per un rinvio del tavolo alle 21.
Ma a Pescara l’accordo non c’è stato, e quindi la decisione è stata rimandata a oggi. All’origine del ritardo nella composizione della giunta, il serrato braccio di ferro tra la Lega e Forza Italia, sia su Pescara che su Montesilvano. Il partito di Salvini, infatti, se da un lato spinge per avere quattro assessori nella giunta Carlo Masci, dall’altro non è disposto a cedere di un passo a Montesilvano, dove la lista Forza Italia/Udc reclama un assessore e il presidente del consiglio, o almeno un paio di assessori. Il gruppo politico rappresentato dal coordinatore regionale Nazario Pagano, infatti, ha ricordato alla coalizione innanzitutto il sacrificio fatto dal partito con la rinuncia di un Maragno bis, ma anche l’atteggiamento rispettoso del sindaco uscente, che ha accettato la ricandidatura come consigliere a supporto del suo vice De Martinis.
Ma c’è dell’altro: la lista Forza Italia/Udc, ha evidenziato come il 14,74% ottenuto alle elezioni, rappresenti poco meno della metà del risultato della Lega (30,49%), e ha lamentato, dunque, la forte disparità nel caso in cui la Lega dovesse ottenere quattro posizioni oltre al sindaco, e Forza Italia solo uno. Per uscire soddisfatti dal tavolo, dunque, i forzisti ambiscono a due poltrone: una da presidente per Francesco Maragno (FI) e una da assessore per Damiana Rossi (Udc). In caso contrario si dicono pronti a un appoggio esterno, che rischia però di diventare presto opposizione. Per assecondare tali desiderata, la Lega dovrebbe rinunciare alla presidenza per Ernesto De Vincentiis.
Sembra ben arroccato sulle sue posizioni anche Montesilvano in Comune, che ambisce al vicesindaco Paolo Cilli e all’assessore Alessandro Pompei, mentre nella lista Fratelli d’Italia, pare che Paolo Di Blasio abbia ottenuto il parere legale utile ad aprire le porte dell’esecutivo.