Giunta con 4 donne Lega e FdI scaricano su Forza Italia

17 Giugno 2024

Il Carroccio dice no, Fratelli d’Italia porta solo Zamparelli E gli azzurri hanno già appaltato tre posti per gli uomini

PESCARA. È il nodo delle quote rosa, a questo punto, a ingarbugliare il toto giunta. Un nodo legato anche al riconteggio dei voti dei consiglieri da cui potrebbero dipendere inaspettati colpi di scena. Le operazioni della commissione elettorale, che ha finito il riconteggio del sindaco, potrebbero concludersi già entro questo fine settimana, pur avendo chiesto 14 giorni. Ed è alla proclamazione dei consiglieri eletti che lo stesso sindaco ha legato la sua proclamazione, chiedendo e ottenendo dal presidente del Tribunale Angelo Bozza di procrastinarla (l’avrebbe potuta fare già ieri) per evitare così vuoti amministrativi anche in coincidenza della sua trasferta odierna in Portogallo. Un rinvio, da parte del sindaco Carlo Masci, dettato dalla necessità di verificare i numeri, nel rispetto di tre criteri. Vale a dire, come ripete lui stesso, «consenso, competenze e accordo con i partiti». E sempre, però, come ha già più volte ribadito, «nel rispetto della continuità.
LEGA Punta sulla continuità la Lega. Ha un solo posto in giunta e due papabili: Adelchi Sulpizio (699) e Maria Luigia Montopolino (661). È alla Lega che i due partiti più forti Fratelli d’Italia e Forza Italia chiedono di mettere una delle quattro quote rosa. Ma al netto dei confronti prossimi, dal Carroccio già puntano i piedi: non se ne parla. Dunque le 4 assessore dovrebbero “caricarsele” FdI e Forza Italia. Ed è qua che si ingarbuglia la matassa.
FRATELLI D’ITALIA Fratelli d’Italia, con il coordinatore provinciale Stefano Cardelli che si è confrontato proprio ieri con gli 8 eletti, a differenza di Forza Italia non mette veti sull’inserimento in giunta delle accoppiate elettorali uomo-donna. Motivo per cui la strada è sicuramente già spianata per l’assessore uscente al Commercio e agli Eventi Alfredo Cremonese (870) e per Zaira Zamparelli (697). Un posto sicuro tocca a Cristian Orta, il più votato in assoluto (1.141) e poi c’è da premiare (dopo il sacrificio richiesto alle Regionali) Gianni Santilli (837) in pole per il vice sindaco. Tutto abbastanza chiaro, se non fosse che così facendo, di quote rosa FdI ne esprime solo una, lasciando fuori Giuseppina D’Angelo (516, che ha corso in coppia con Santilli) o eventualmente Mariarita Paoni Saccone (372). E se la Lega non ne mette, e una sola ne inserisce Fratelli d’Italia, le altre tre donne, stando ai numeri, dovrebbe metterle Forza Italia. Ma è fattibile, rispetto alle ambizioni interne al partito del sindaco?
FORZA ITALIA Si riparte dai numeri. Sempre quelli. Intanto da Forza Italia rivendicano, oltre ai 4 assessori come i 4 di Fratelli d’Italia, anche la quinta poltrona, quella del presidente del consiglio. Il ragionamento: cooptando i risultati delle due liste civiche che hanno eletto tre consiglieri (due Pescara Futura e uno l’altra) Forza Italia, che ne ha già 7, arriva a 10 consiglieri. Quindi, 5 poltrone, dando per scontato, ma non lo è del tutto, che il posto che tocca a Pescara Futura, con l’assessore uscente Luigi Albore Mascia lanciato alla carica di presidente del consiglio, venga inglobato dagli azzurri. Se così fosse, intanto si sistemerebbe l’ingombrantissimo (per la base di Fi) Marcello Antonelli che con i suoi 890 voti ha cancellato il veto preelettorale: nessun posto nell’esecutivo. Sistemata questa questione, si potrebbe assicurare anche il pareggio tra Nazario Pagano e Lorenzo Sospiri, confermando Eugenio Seccia (797voti, per Pagano), ulteriormente blindato dai risultati da assessore al Bilancio, con i conti del Comune risanati, e premiando l’exploit di Claudio Croce (per Sospiri) con due voti in più del primo. E fin qui gli uomini.
E LE DONNE? Ma sulla carta restano tre quote rosa da piazzare. Se Lega e Fratelli d’Italia non cedono, ricadrebbero tutte su Forza Italia. Eccolo qui il nodo. Forza Italia è pronta a premiare la più votata Valeria Toppetti (822 voti) e a riconfermare l’assessore uscente Patrizia Martelli (693), riempiendo così tutte e 5 le caselle a cui ambisce il partito. Ma resta una donna da aggiungere in giunta, e intanto le dieci poltrone sono finite. Chi cede, all’interno della coalizione? Alla fine saranno proprio i numeri che usciranno dal riconteggio a decidere, tenendo conto che nei tre partiti ci sono scarti lievissimi tra i consiglieri e tra i primi dei non eletti. Sempre tenendo conto dell’altro principio invocato da chi, soprattutto in Forza Italia, ha affrontato le elezioni senza accoppiate: «I voti vanno pesati, non contati».