Giunta, tensione alta in Forza Italia. E si fa strada l’ipotesi Carota

Le pretese del più votato Pignoli riducono i posti disponibili E ora Antonelli è in bilico tra veti pre-elettorali e quote rosa
PESCARA. Si fa tesa la situazione in Forza Italia in vista delle nomine di giunta che molto dipenderanno dall’esito finale dei riconteggi. Troppi sono infatti gli azzurri che, rispetto ai cinque posti disponibili (se come sembra le due civiche verranno cooptate in Forza Italia rinunciando al posto che gli spetta), reclamano un posto in giunta in virtù degli ottimi risultati raccolti dalle urne. Senza contare il rebus delle quattro quote rosa da piazzare e gli altri due partiti della coalizione, Lega e Fratelli d’Italia, che se ne vorrebbero accollare il meno possibile: zero la Lega (che vorrebbe assegnare l’unica casella disponibile all’uscente Adelchi Sulpizio), e una, Zaira Zamparelli, Fratelli d’Italia. A scombinare poi i già precari equilibri tra correnti di partito e accordi pre-elettorali, sono arrivate, legittime quanto prevedibili, le aspirazioni di Massimiliano Pignoli.
Il più votato di Forza Italia (1.052 voti) l’ha dichiarato ieri al Centro: «Io aspetto: stavolta mi devono dare quello che mi tocca». E lui è chiaramente alla giunta che aspira, superando anche, secondo chi lo conosce, eventuali remore rispetto a qualche futuro rimpasto di giunta che potrebbe condizionare il suo costante e continuo lavoro in Comune al servizio dei cittadini. Un timore dettato dal fatto di essere un battitore libero, come ha detto lui stesso: «I miei voti sono miei e non sono di Forza Italia, la mia gente mi voterebbe anche se mi candidassi con Rifondazione comunista».
E quindi, tornando al clima febbrile in Forza Italia, la questione è semplice: se riescono ad avere cinque posti, annettendo le civiche a Forza Italia e lasciando così a piedi l’assessore uscente Luigi Albore Mascia, e se uno dei 5 posti va a Pignoli, a Forza Italia restano 4 caselle, di cui due, e non tre come vorrebbero gli alleati, destinate alle quote rosa che tanto bene hanno fatto. Ma come se ne esce, se rispetto ai due posti sono almeno tre gli aspiranti, vale a dire i più votati dopo Pignoli, Marcello Antonelli (890), Claudio Croce (799) ed Eugenio Seccia (797)? Uno dei tre, con Pignoli dentro, dovrà rinunciare, ed ecco che sale la tensione per la scelta del metodo da seguire.
Il sindaco Carlo Masci lo ha detto chiaro: consenso, competenze e accordo tra i partiti. Ma adesso che le poltrone scarseggiano, torna a rumoreggiare la base azzurra che per quanto riguarda il metodo da seguire, rivendica l’accordo pre-elettorale secondo cui Marcello Antonelli e Maria Rita Carota sarebbero sì, entrati in Forza Italia, ma senza poi occupare posti nell’esecutivo. Ma tenendo conto del pesantissimo pacchetto da 1.500 voti riportati dai due in coppia, l’ipotesi ventilata per mettere a pari le cose è questa: fuori Antonelli, dentro Maria Rita Carota che con le sue 814 preferenze è la seconda donna più votata dopo Valeria Toppetti, appena otto voti in più. A quel punto sarebbero loro le due quote rosa di Forza Italia, a discapito dell’assessore uscente Patrizia Martelli alla quale 693 voti non sono bastati neanche per rientrare in Consiglio.
Tutte ipotesi, aspettando l’esito del riconteggio: a Forza Italia bastano 50 voti in più per far scattare l’ottavo consigliere e superare Fratelli d’Italia, che scenderebbe di uno. E la Lega? Pare davvero molto difficile che i due partiti maggiori facciano passare la pretesa del Carroccio di sfilarsi dall’esprimere una donna in giunta.

