Giunta, è braccio di ferro tra FdI e Forza Italia: si tratta sul nome della quarta donna

5 Luglio 2024

Fratelli d’Italia punta sui consensi: dentro Orta, Cremonese, Santilli e Zamparelli Gli azzurri insistono per 2 quote rosa a testa. E spunta l’ipotesi Pignoli presidente

PESCARA. È un braccio di ferro fra Forza Italia e Fratelli d’Italia quello che si giocherà al tavolo delle trattative in programma oggi alle 15, nella sede di FdI, per la composizione della nuova giunta.
Fermo restando che entrambi i partiti hanno quattro posizioni a testa, con una quinta che gli azzurri del sindaco Carlo Masci starebbero per annettersi cooptando quella della civica Pescara Futura, e fermo restando che alla Lega spetta un posto già assegnato all’uscente Adelchi Sulpizio, si tratta di accordarsi sulle quattro quote rosa previste in giunta. Ed è qui che si gioca il braccio di ferro. Forza Italia chiede di dividerle equamente con Fratelli d’Italia, due e due. Ma Fratelli d’Italia ne vuole mettere una, rispettando il criterio dei consensi e quindi seguendo l’ordine di arrivo dei propri consiglieri: quindi Cristian Orta (1.141), Alfredo Cremonese (870), Gianni Santilli (837) e Zaira Zamparelli (697). Tenendo a precisare, i meloniani, che la presidenza del consiglio non è un discrimine.
Un discrimine è, e lo rimarcano a chiare lettere, che il più votato non può restare fuori. E questo è. Ma i tavoli si fanno per trattare, e sul piatto della bilancia oltre alle poltrone ci vanno le deleghe, le presidenze delle dieci commissioni, la vice presidenza del consiglio e il ruolo di vice sindaco che però sembra già pronto per Santilli. Lo ha sottolineato lo stesso sindaco ieri sul Centro: «Chi non rientrerà in giunta si prenderà comunque le sue soddisfazioni, avrà il riconoscimento che il voto dei cittadini gli ha riservato». Ma tutto sta a farselo piacere, “il riconoscimento”.
Intanto, almeno rispetto ai nomi, da entrambe le parti si inizia a giocare a carte scoperte. Se Fratelli d’Italia spinge per i suoi primi quattro nomi (e nel caso della seconda donna potrebbe uscire a sorpresa il nome dell’uscente Nicla Di Nisio), anche Forza Italia sembra aver trovato la quadra, ma a spese di esclusi eccellenti. Il primo, sarebbe Luigi Albore Mascia, l’ex assessore ai Lavori pubblici che potrebbe rientrare con Pescara Futura se la lista non finisse inglobata, come pare, in Forza Italia. La seconda esclusa sarebbe la più votata delle donne, Valeria Toppetti (822). L’avvocato pagherebbe il fatto di essere alla prima esperienza, ma sarebbe ricompensata con incarichi che, affiancati a quelli che già ricopre, (consigliere delegato di Ambiente Spa e vice coordinatrice regionale di Azzurro donna) potrebbe comunque mettere a disposizione le sue plurime competenze. Il terzo, visto il pacchetto di voti portati in dote, 890, è Marcello Antonelli. Il neo azzurro si vedrebbe garantita la presidenza della commissione Urbanistica ed Edilizia (per lui che è già stato assessore al ramo con Mascia sindaco), e il via libera in giunta alla sua “metà elettorale” Maria Rita Carota (superando il veto che la base di Forza Italia aveva posto su entrambi prima del voto).
Detti gli esclusi di Forza Italia, ecco chi entrerebbe, sempre che la coalizione trovi la quadra con Fratelli d’Italia: i due ex aequo, a 799 voti, Eugenio Seccia e Claudio Croce e le due donne più votate dopo Toppetti, Maria Rita Carota (814, otto in meno della prima) e Patrizia Martelli (693).
Ma perché il puzzle riesca, resta da sistemare il tassello di Massimiliano Pignoli, in Consiglio con 1.052 voti. Come FdI con Orta, anche gli azzurri hanno forte imbarazzo a lasciare fuori il più votato del partito. L’ipotesi su cui si sta ragionando in queste ore è quella di dare a Pignoli la presidenza del consiglio. Un posto di prestigio che lo blinderebbe da eventuali rimpasti che tanto teme, garantendogli staff e uffici. Ma anche su questo il confronto è aperto, considerando che il sindaco ha ribadito più volte quanto sia importante l’esperienza di chi andrà a ricoprire quel ruolo. E pure se fosse, perché, contestano in FdI, Pignoli sì e Orta, il più votato, che ha triplicato i consensi pur lavorando come consigliere e senza la visibilità di un assessore, dovrebbe restare fuori? Impossibile, per i meloniani, non tenerne conto. Ma tornano le parole del sindaco, «chi non entrerà si prenderà le sue soddisfazioni...». Per Orta potrebbe essere la vice presidenza del consiglio, qualche commissione importante e poi il tappeto rosso alle provinciali di dicembre 2025, sicuro assessore in un seggio blindato. E per il partito, deleghe pesanti ora nel Masci bis. A cominciare da Turismo e Grandi eventi.