Già domani si celebra il passaggio di consegne

24 Febbraio 2019

Lolli lascia, cerimonia alle 11 all’Aquila. Marsilio: subito al lavoro pancia a terra Esulta Mauro Febbo (Fi) ma Iampieri ricorre al Tar per tornare in consiglio

L’AQUILA. Il passaggio di consegne tra il presidente vicario, Giovanni Lolli e il neo governatore, Marco Marsilio, è fissato per domani, alle 11, a Palazzo Silone all’Aquila. Come simbolo della continuità amministrativa alla guida della massima istituzione regionale, è stata scelta una targa d’argento - con incisi i nomi dei 18 Presidenti che dal 1970 ad oggi si sono succeduti alla guida della Regione Abruzzo - che passerà dalle mani di Lolli in quelle di Marsilio. La cerimonia, che si terrà nella sala "Auditorium Piervincenzo Gioia", sarà trasmessa in diretta streaming sul portale della Regione e su Facebook.
A CALDO. Parla Marsilio che, raggiunto telefonicamente in Sardegna dove sta sostenendo anche nelle ultime ore prima del voto il candidato presidente di centrodestra, Christian Solinas, dichiara dopo la proclamazione degli eletti: «Da lunedì al lavoro. Come? Ventre a terra, ma non voglio esprimere giudizi sulle discussioni in corso tra i partiti», sottolinea, «perché a me compete fare la giunta e non commentare le trattative».
ESULTA. Il verdetto della Corte d’appello sgombera il campo anche dai discorsi di presunti ribaltoni. E Mauro Febbo (Forza Italia) esulta. «Ora che c’è l’esatta composizione del consiglio bisogna solo iniziare a lavorare per dare una svolta all’Abruzzo. La mia aspirazione di tornare in consiglio regionale si è concretizzata. La priorità in assoluto è quella di mettere mano alla rete ospedaliera recuperando una sanità territoriale che è stata lasciata troppo all’abbandono e poi ricreare un rapporto di dialogo con il ministero della Salute che ci permetterà di ottenere le deroghe finora solo annunciate ma non realizzate né accolte nel modo in cui sono state chieste. E non penso», continua Febbo, «che sarà difficile dialogare con un ministro che fa parte di un movimento che in Regione è all’opposizione perché quando si rappresenta una istituzione non si deve tener conto dell’appartenenza politica. Per di più», aggiunge, «c’è un partito che governa in Abruzzo e che fa parte della maggioranza di governo. Dopo la sanità», conclude il forzissta, «metto tra le priorità la sistemazione della rete viaria abruzzese e la riprogrammazione e l’erogazione dei fondi europei con particolare attenzione a quelli agricoli. A Emilio Iampieri invece preferisco non dire nulla».
L’ALTRA CAMPANA. Ma proprio il consigliere forzista escluso che fino a ieri mattina sperava di rientrare al posto di Febbo, annuncia in serata che ricorrerà al Tribunale amministrativo regionale. E scrive: «Non un solo voto, tra quelli espressi nei miei confronti e degli amici candidati di Forza Italia, verrà sprecato perché, e ne sono convintissimo, i voti riportati dalla lista nella Provincia dell’Aquila sono sufficienti per eleggere un rappresentante in Consiglio Regionale. L’errore, macroscopico e incredibile, si verifica all’ultimo passaggio quando, invece di utilizzare i resti per ciascuna lista, viene utilizzato un dato numerico corrispondente ai voti di ogni lista. Ricorreremo senza dubbio al Tar. Tra meno di tre mesi, la verità elettorale sarà ristabilita».
GIUNTA IN PORTO. Passiamo al rompicapo-giunta. Lo strappo tra Forza Italia e gli altri tre alleati, Lega, Fratelli d’Italia e Azione Politica, non si è ancora ricucito. Anzi, a sentire il coordinatore azzurro, Nazario Pagano, la frattura si è allargata. Alle voci incontrollate che ieri indicavano la neo consigliera Marianna Scoccia passata dall’Udc a Forza Italia per portare realmente a quattro il numero dei consiglieri forzisti e garantire due assessori agli azzurri secondo le regole del manuale Cencelli, Pagano ribatte: «Sono chiacchiere. A noi non serve il quarto consigliere. Forza Italia, con i voti presi e la sua storia, ha diritto ai due assessori a prescindere dagli accordi nazionali con l’Udc. E non credo», aggiunge, «che Salvini abbia un piano per scaricarci. Lo conosco bene e lo ritengo leale».
La bacchetta magica passa nelle mani di Marsilio. Che la userà domani sera. (l.c.)