Giù il palazzo pericolante di viale D’Annunzio

2 Settembre 2020

PESCARA. Completato l’abbattimento del palazzo pericolante di dieci piani in viale D’Annunzio, ai numeri civici 259 e 261. Come da cronoprogramma indicato dall’associazione temporanea d’impresa...

PESCARA. Completato l’abbattimento del palazzo pericolante di dieci piani in viale D’Annunzio, ai numeri civici 259 e 261. Come da cronoprogramma indicato dall’associazione temporanea d’impresa Fratelli Barattelli-Mic che ha allestito il cantiere, ci vorranno altre due settimane per rimuovere le macerie accumulate dove un tempo sorgevano gli elementi portanti della struttura edilizia, in modo da consentire entro metà settembre la riapertura del tratto di strada chiuso dal 16 luglio scorso.
Come conferma l’assessore comunale alla Mobilità Luigi Albore Mascia, la riconsegna del cantiere e quindi la riapertura alle auto di viale D’Annunzio avverrà «in tempo per la riapertura delle scuole», ma comunque «in leggero anticipo rispetto ai tempi che ci eravamo prefissati». Al termine della demolizione dell’edificio, realizzata con una ruspa dotata di pinze idrauliche, una volta consegnato il cantiere i privati proprietari dell’edificio dovranno procedere con la costruzione del nuovo fabbricato. Il tutto per una spesa complessiva di circa 7,8 milioni di euro, finanziati dallo Stato come contributo per la ricostruzione post sisma. Sono sette anni che si attende la demolizione del palazzo in viale D’Annunzio, considerato dai periti a rischio crollo per le gravi lesioni registrate soprattutto dopo il terremoto del 2009. Nel 2013, ai tempi in cui era sindaco, Luigi Albore Mascia emanò un’ordinanza per far sgomberare i 33 appartamenti e i 6 locali commerciali al piano terra. È stato allora che ha avuto inizio la battaglia dei proprietari per farsi riconoscere i danni causati dal sisma e ottenere così il contributo dallo Stato, poi arrivato. (y.g.)
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