Gli abruzzesi sull’isola: «Un boato e un gran caos sembrava un attentato»

23 Agosto 2017

L'AQUILA. Una fuga veloce, il più veloce possibile da quello che doveva essere il luogo di vacanze da sogno, diventate invece un incubo nel giro di un secondo. Tanti gli abruzzesi sorpresi lunedì...

L'AQUILA. Una fuga veloce, il più veloce possibile da quello che doveva essere il luogo di vacanze da sogno, diventate invece un incubo nel giro di un secondo. Tanti gli abruzzesi sorpresi lunedì sera nei ristoranti, nei locali, nei giardini delle loro abitazioni dal terremoto che alle 20,57 ha riportato a galla paure mai sopite dalla tremenda notte del 2009 e poi dai terremoti che hanno flagellato mezza regione nell'ultimo anno. I turisti abruzzesi hanno lasciato così, alla rinfusa e appena possibile l'isola colpita a un anno esatto dal sisma di Amatrice. «Un boato enorme, uno scoppio tipo i colpi di una mitraglietta. Poi il blackout durato lunghi istanti e le grida delle persone spaventate». Così racconta il terremoto di Casamicciola Emiliana De Paolis, 38 anni, di Tornimparte, da cui è partita il 17 agosto per raggiungere Ischia.
Emiliana vive da anni a Portici con il marito Adriano e la figlia di 9 anni Azzurra. «Avevamo appena finito di mangiare e ci stavamo rilassando sotto al gazebo della villa affittata da mia suocera a Casamicciola. Mia figlia stava giocando poco distante, quando è arrivato questo boato sordo», racconta Emiliana, «mio marito è corso subito da lei. Abbiamo passato la notte all'aperto e soltanto ieri mattina abbiamo recuperato le nostre cose. Tutto intorno a noi calcinacci, muri lesionati e le scalette che conducono nella parte alta dell'isola sconnesse».
L’EX SINDACO. Parla di «rombo micidiale» anche l'ex sindaco di Castiglione Messer Marino e attualmente consigliere comunale, Emilio Di Lizia, 50 anni, che a Ischia era in vacanza con la moglie di 42 anni e la figlioletta di sei. «Eravamo a cena nel nostro albergo a Casamicciola quando abbiamo sentito un rombo enorme. In questo periodo di attentati abbiamo pensato a un'esplosione. Siamo usciti fuori subito e ci siamo rimasti tutta la notte. Per la prima volta ci siamo resi conto di cosa vuol dire subire una scossa violenta di terremoto. E' partita subito una corsa all'aiuto reciproco, con gli albergatori che ci hanno messo a disposizione acqua, coperte e i bagni della piscina».
L’INSEGNANTE. «Un rombo improvviso e poi la scossa spaventosa». Racconta così il terremoto l'insegnante aquilana, Sonia De Michele, che da domenica era in vacanza sull'isola. «Eravamo in un albergo nella parte alta di Forio e avevamo appena finito di cenare, quando c'è stata la scossa, molto sostenuta. Appena iniziata è andata via la luce. Per fortuna eravamo al piano terra e siamo potuti scappare fuori immediatamente». Dopo l'accaduto nessun ospite ha voluto dormire in camera. «Ci siamo organizzati nel giardino, con i lettini presi a bordo piscina e le coperte fornite dall'albergo» continua l'insegnante. «Eravamo arrivati domenica, senza macchina. Per questo abbiamo deciso di andar via il giorno successivo al terremoto».
LA COPPIA DI ORTONA. «Abbiamo sentito un boato terribile. In un primo momento pensavamo potesse essere un attentato», racconta Lucio Montebruno che, insieme alla moglie, l’altra sera si trovava a Lacco Ameno, quando c’è stata la scossa di terremoto. Si trovavano in vacanza da un paio di giorni sull’isola e lunedì sera stavano cenando all’Hotel Don Pepe quando la terra ha iniziato a tremare.
«C’è stato il black-out, un fuggi fuggi generale nel salone che in quel momento era pieno. Non abbiamo capito subito che si trattasse di un terremoto», continua Montebruno, in attesa del traghetto per lasciare l’isola. «Ischia si sta svuotando. Ferit? Nel nostro hotel c’è stata una sola signora che si è fatta male ad un piede mentre stava scappando. L’impressione che ho avuto è che qui non si fosse preparati a questo genere di calamità. C’è stato un gran caos». Infine il paragone con le scosse avvertite nei mesi scorsi in Abruzzo: «Personalmente questa l’ho sentita molto di più, è stata una botta tremenda».
LA FAMIGLIA MARCONE. «Erano quasi le nove. Eravamo seduti a cena. Prima c’è stato il blackout e poi la scossa». E’ il racconto di Franco Marcone, in vacanza ad Ischia con la sua famiglia, che abbiamo raggiunto al telefono lunedì sera, poco prima della mezzanotte. «All’inizio non ci siamo spaventati molto» ha proseguito il racconto il turista, che alloggiava in un albergo proprio a Casamicciola. «La scossa non è stata molto forte, rispetto a quelle che abbiamo avvertito a Montorio. E non immaginavamo minimamente che ci fossero stati dei crolli e delle persone sotto le macerie. Poi dalla televisione abbiamo capito».
ROBERTA E MARCELLO. Roberta Di Donatantonio e Marcello di Emidio, anche loro di Montorio, erano arrivati nel pomeriggio di lunedì sull’isola che tanto amavano, qualche ora prima del terremoto. Anche loro alloggiavano in un hotel a Casimicciola. «Eravamo scesi da poco sul molo» ha raccontato Roberta «e stavamo parlando. E’ stata una bomba, una scossa così forte non l’ho mai sentita. E poi uno spostamento. Se n’è andata subito la luce. E poi il panico totale. Sembrava un sogno. Il terremoto però era l’ultima cosa a cui pensavo. Poi è cominciato un via vai di taxi carabinieri, elicotteri, gente che piangeva, urlava, sirene. A quel punto abbiamo capito e abbiamo pensato ad una scossa di 7, era stata proprio una bomba».
Dopo la notte trascorsa nel giardino dell’albergo, i due coniugi sono riusciti nel pomeriggio di ieri a riprendere uno dei traghetti che partivano per Napoli. «La nostra odissea si sta per concludere» ha detto ancora Roberta, raggiunta al telefono sul pullman che da Napoli la riporterà verso Teramo «e così la nostra vacanza appena iniziata. Ma per fortuna siamo sani e salvi. La notte passata abbiamo rivissuto ciò che accadde a gennaio con il terremoto di Campotosto, quando eravamo imprigionati nella neve. Stavolta non c’era la neve ma eravamo dei topi in gabbia su di un’isola».
Marianna Gianforte
Michela Corridore
Alfredo Sitti
Catia Di Luigi
©RIPRODUZIONE RISERVATA .