Gli abusivi di via Rigopiano «Anche noi paghiamo l’Ater»

20 Aprile 2018

Antonio Santacroce: «Sfrattato 11 volte». Vesel Amet: «Non sono un criminale» Intanto nasce il comitato dei cittadini che da tempo combatte per la legalità

PESCARA. “Una mano per via Rigopiano”. E’ il nome scelto per il nascente comitato di cittadini del rione di via Rigopiano, angolo via Passo della Portella, che da anni combattono le gang dedite allo spaccio e gli abusivi per il ripristino della legalità nel quartiere. Assegnatari delle degradate palazzine Ater, datate 1958, che non sanno più a che santo (politici, sindacati, associazioni di volontariato, Comune, Regione, Azienda territoriale per l’edilizia residenziale) votarsi per far tornare la pace e l’ordine in uno dei borghi più caldi della città da un punto di vista della sicurezza.
Dall’altra parte della barricata ci sono gli abusivi, che per la prima volta escono allo scoperto con nome e cognome, parlano e si difendono. E agli inquilini regolari mandano a dire: «Non siamo criminali, paghiamo regolarmente un affitto all’Ater per stare negli alloggi che abbiamo sfondato». Quello che loro chiamano «affitto» è in realtà, come spiega il direttore generale dell’ente Giuseppina Di Tella, «una indennità di occupazione a titolo risarcitorio nei confronti dell’Ater». Azienda che tenta, come può, di recuperare quanti più fondi possibili da chi occupa senza titolo appartamenti danneggiati che altrimenti dovrebbero essere assegnati, una volta risistemati, agli aventi diritto in graduatoria. Ma mentre costoro aspettano, spesso anni, gli abusivi mappano il territorio, intercettano gli alloggi, anche murati, sfondano porte e finestre e se ne impossessano. Generalmente succede questo. Ma può anche accadere che un appartamento sia stato lasciato da un assegnatario regolare, con un contratto variabile tra i 20 e i 100 euro, e subaffittato ad un abusivo per centinaia di euro. E’ quanto svela Vesel Amet, 30 anni, in Italia da quando aveva due anni (i genitori vivono in Puglia), macedone di Skopje, che “risiede” con la moglie Ramona e sei figli (6 giorni il più piccolo, 7 anni il più grande) al civico 88/9 di via Rigopiano, angolo via Passo della Portella. Amet, che di mestiere fa il musicista e raccoglitore di ferri vecchi e che ha contattato il Centro per raccontare la sua storia, conferma: «Sì, sono abusivo», rivela. «Per 2 mesi ho pagato 400 euro al mese a un inquilino con regolare contratto che aveva lasciato la casa. Da otto anni pago all’Ater 95 euro al mese per l’appartamento che occupo». Amet, vittima di un accoltellamento nei mesi scorsi, ci tiene a far sapere ai cittadini che protestano che «nel rione i criminali sono andati via». Sotolinea di essere lui la vittima:«Sono stato accoltellato alle costole dai kosovari per un litigio banale tra famiglie, ma con la droga non c’entro niente, anche se sono pregiudicato. Mi sono salvato, ma mi restano 140 punti sulla pelle».
Un altro abusivo è Antonio Santacroce, 70 anni, pensionato con 455 euro e 99 centesimi al mese, ex saldatore, che vive da 9 anni al primo piano dello stesso stabile:«Non ho sfondato la porta, l’ho trovata aperta e mi sono insediato. Sono malato, pago 93 euro al mese per riscattare i 6.000 che devo all’Ater. Mi hanno sfrattato 11 volte, ma sono sempre qui».
A capo del comitato (o associazione, è da decidere) ci sarà Lara Membrino, uno dei 37 assegnatari regolari, che combatte la sua battaglia quotidiana insieme ad altre realtà come Auser, Sunia e M5s per «aiutare il quartiere a uscire dalla disperazione e dalla paura».
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