Gli abusivi ripuliscono via Lazio Forconi: avanti con lo sgombero

Il consigliere delegato alla sicurezza: «Non faremo sconti a nessuno, gli inquilini lascino subito le case» Le famiglie avevano lanciato un appello al prefetto per ritardare lo sfratto: «Una richiesta inutile»
MONTESILVANO. «Non abbiamo intenzione né di bloccare né tantomeno di rallentare l’iter che porterà allo sgombero definitivo del palazzo di via Lazio 61». Con queste parole il consigliere montesilvanese delegato alla sicurezza, Marco Forconi, infrange le speranze degli inquilini abusivi che ancora vivono nello stabile di Villa Verrocchio dichiarato inagibile da un’ordinanza del sindaco Ottavio De Martinis lo scorso 7 giugno. Dopo la scadenza dell’ultimatum per abbandonare le abitazioni (25 giugno), fissato dal Comune di Pescara che è proprietario di 60 alloggi popolari nell’edificio e rispettato da pochissime persone, la ventina di famiglie che occupano abusivamente gli alloggi hanno lanciato una richiesta alle amministrazioni comunali e al prefetto Giancarlo Di Vincenzo affinché lo sgombero fosse posticipato al mese di settembre. Un rinvio che, a detta delle famiglie, sarebbe giustificato dalla scarsa disponibilità di appartamenti durante la stagione balneare. A questa petizione, nei giorni scorsi, si è aggiunta anche l’iniziativa degli occupanti di provvedere alla parziale pulizia del piazzale esterno dove l’ingente quantitativo di rifiuti di ogni genere è stato accatastato a ridosso dell’edificio in attesa della rimozione. Ma dalle amministrazioni comunali arriva la netta bocciatura. «Non possiamo in nessun modo accogliere tale richiesta», spiega Forconi, «perché è necessario restituire finalmente decoro e sicurezza a un quartiere che ha subito per troppi anni la presenza di una situazione indegna. Ormai è davvero questione di giorni».
Lo sgombero coatto, già programmato per questa settimana, è stato posticipato alla prossima per dare qualche giorno in più alle famiglie. «Vorremmo evitare l’intervento della forza pubblica in presenza di minori», prosegue il consigliere, «per cui facciamo appello al buon senso dei loro genitori affinché possano lasciare spontaneamente gli appartamenti ed evitare conseguenze peggiori per i propri figli. Una cosa è certa: non ci saranno sconti per nessuno e nessuno degli occupanti riceverà un altro alloggio popolare».
In merito ai rifiuti accatastati, invece, che a detta degli occupanti ora il Comune si rifiuterebbe di rimuovere, Forconi chiarisce: «È bene ricordare che si tratta di un’area privata per cui è il condominio che deve provvedere alla pulizia e non l’ente che, in più occasioni, ha provveduto proprio per una questione igienico-sanitaria. Sicuramente dopo lo sgombero del palazzo l’area dovrà essere bonificata così come dovranno essere riparate le fogne che hanno generato un ristagno insalubre nel cortile». (a.l.)
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