Gli affitti d’oro della Asl per distretti e uffici

Ogni anno vanno in fumo 1,2 milioni di euro per pagare gli spazi in locazione Ma i lavori per costruire nuovi edifici e abbattere i costi sono bloccati da 13 anni
PESCARA. La Asl di Pescara spende ogni anno più di 1,2 milioni di euro per gli affitti dei distretti sanitari e degli uffici, ma i nuovi edifici in costruzione restano incompiuti e si continua a pagare. È il paradosso della sanità pubblica: si buttano soldi per gli affitti e i lavori che dovrebbero servire a eliminare quelle spese inutili sono fermi.
I soldi di Gaspari. Per il distretto sanitario di Pescara sud, spezzato tra le sedi di via Pesaro e via Rieti, la Asl paga più di 320 mila euro all’anno a una società, la D Larr srl, e all’Inpdap. Eppure, in via Rio Sparto, il cantiere del nuovo distretto sanitario è uno scheletro che svetta tra l’erba alta di San Donato dal 2003: per quell’edificio bloccato da 13 anni, la Asl ha già speso 213 mila euro. Soldi che erano stati stanziati addirittura nel 1988, all’epoca del governo del presidente Dc Ciriaco De Mita, con l’abruzzese Remo Gaspari ministro senza portafoglio agli Interventi straordinari nel Mezzogiorno: un miliardo 518 milioni 863.241 lire (784 mila euro). Ma quell’edificio, risucchiato nei contenziosi per il terreno e per i lavori, è ancora un mostro: in base ai conti della Asl risalenti al 2011, per terminare i lavori ci sarebbero voluti almeno altri 780 mila euro. Ma, intanto, il cemento grezzo si deteriora ogni giorno di più e non è detto che la struttura possa essere salvata. L’ultima promessa per il distretto di San Donato arriva dalla Regione che, 4 mesi fa, ha annunciato un’iniezione di soldi freschi per ultimare il distretto.
Beffa lavori a Montesilvano. Una storia fotocopia anche a Montesilvano: la Asl paga 118 mila euro all’anno di affitti alla società Immobiliare 48, subentrata alla Levante srl, per il distretto di corso Umberto che ormai scoppia visto che la città cresce mentre il distretto resta sempre lo stesso e diventa sempre più fatiscente tanto che i Nas, dopo un'ispezione ne hanno proposto la chiusura. I lavori per la nuova sede di via Di Vittorio sono in corso dal 2009: sarebbero dovuti finire nel 2011, ma quella data stampata sul cartellone del cantiere è soltanto una beffa. Ora, che sono passati due sindaci, Cordoma e Di Mattia, e il terzo, Maragno, è al governo da due anni, il Comune dice che i lavori di sua competenza sono finiti e che devono cominciare gli interventi della Asl ma, per ora, non sembra che la Asl abbia avviato le gare d’appalto per costruire una scala di sicurezza e acquistare gli arredi interni. Di certo, la data di apertura non è vicina e bisogna rassegnarsi a restare ancora nel distretto cadente di corso Umberto. Anche perché il contratto di locazione, tanto per stare traquilli, è stato prorogato fino al 2021.
Ex Baiocchi in vendita? L’affitto più alto la Asl lo paga per l’ex clinica Baiocchi che ospita il distretto di Pescara Nord: 481 mila euro all’anno versati all’Azimut dell’imprenditore della sanità privata Luigi Pierangeli. Esiste una delibera della Asl, approvata dall’ex direttore generale Claudio D’Amario prima di essere nominato subcommissario alla sanità in Campania ed essere sostituito dal neurologo Armando Mancini, che mette sul piatto una cifra tra i 3 e i 4 milioni di euro per l’acquisto dell’immobile. Ora sarà Mancini a decidere se portare avanti la trattativa, nel frattempo, il contratto di affitto è stato prorogato per altri 9 anni a 420 mila euro all’anno.
Palazzina cadente. La Asl spende altri 180 mila euro per la palazzina di via Paolini 68 che ospita gli uffici dell’Economato e Beni e Servizi, Centro diurno e il centro di salute mentale: gli spazi affittati sono di proprietà di due società, Magna Grecia srl e Luciani Due sas, e di 6 cittadini.
Immobile sotto inchiesta. L’abbattimento degli affitti è stato l’obiettivo di D’Amario: per raggiungerlo, nel 2014, l’ex direttore ha comprato un immobile in via Rigopiano ma quell’operazione da tre milioni di euro conclusa con l’imprenditore Ermanio Cetrullo, con l’edificio che avrà bisogno di altri 4 milioni di lavori di ristrutturazione, è finita al centro delle polemiche politiche e di un’inchiesta giudiziaria ancora aperta con D’Amario indagato insieme ad altri tre responsabili della Asl.
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