Gli agenti di viaggio: lasciati soli da un anno senza incassi e ristori

Operatori esasperati: si va avanti con i risparmi personali Qualche cliente torna a chiamare, «ma nessuno prenota»
PESCARA. Incassi ridotti del 90 per cento. Ristori dal governo arrivati a macchia di leopardo, tra i più fortunati che sono riusciti a ottenere entrambe le tranche previste, chi ha incassato la metà e chi è rimasto a bocca asciutta. Mentre dei 3 mila euro promessi dalla Regione a oggi ancora nulla. Intanto i telefoni cominciano a squillare, ma per il momento si tratta di richieste di informazioni fino a ora non concretizzate in una prenotazione vera e propria.
In un anno la situazione delle agenzie di viaggi non è cambiata di molto. A parte un recupero ad agosto dell'anno scorso, il settore è stagnante e il divieto di spostamento tra le regioni non aiuta. Nonostante il quadro del presente non proprio roseo, gli operatori guardano ai prossimi mesi con ottimismo. «Cominciamo a vedere la luce in fondo al tunnel», commenta Feliciano Marcantonio, di Eurotour Viaggi. «Dobbiamo pazientare ancora un po’, ma da giugno sicuramente comincerà una fase di ripresa. Questa estate come la scorsa sarà sicuramente caratterizzata dal turismo di prossimità, nelle regioni limitrofe. Comincia ad esserci qualche richiesta per i villaggi e per gli appartamenti. Dalla fine del mese ripartiranno anche le crociere che avranno un ottimo riscontro, visto che con tutti i controlli previsti, si stanno rivelando le vacanze più sicure». «La voglia di iniziare a pensare a qualche viaggio e di partire c'è, tuttavia con le restrizioni attualmente in vigore appare difficile dare concretezza, e quindi si programma, ma sempre con dei punti di domanda». A dirlo è Cristina Berardi, di Trigon Viaggi. «Le richieste sono concentrate sul mare Italia e poi su Grecia, Spagna e Canarie, per lo più. Il lungo raggio al momento riguarda i viaggi di nozze. L'anno scorso ne sono saltati circa 110», ammette l’operatrice. «Quasi tutti sono stati rifissati per quest'anno da giugno in poi e se ne sono aggiunti una sessantina». Sul versante ristori, né Marcantonio e né Berardi hanno per ora ricevuto i 3 mila euro che la Regione ha stanziato come contributi a fondo perduto per il settore turistico. Come loro nemmeno Emanuela Placido di Scuderi Viaggi, al momento in attesa anche della seconda tranche dei ristori nazionali. «Il momento è più che drammatico. Siamo immobili da più di un anno, visto che il settore aveva cominciato a fermarsi già prima del lockdown. Oggi la situazione è pure peggiore, perché all'epoca c'era ancora una speranza, oggi c'è solo paura. Comincia a vedersi una latente voglia di fare qualcosa, ma manca la concretezza dell'azione». Stessa situazione da Turisol, con la titolare Maria Bruno che ha deciso di chiudere l'agenzia, tranne che per qualche emergenza. «Qualche giorno fa sono andata in agenzia per aiutare un ragazzo della Nigeria a rientrare in Italia», confessa l'operatrice. «È tutto fermo, non si prenota nulla. I viaggi di nozze sono stati cancellati, quelli dell'anno scorso che erano slittati a quest'anno sono stati già rimandati ulteriormente. Le perdite sono praticamente al 100 per cento. Sono 36 anni che ho l'agenzia e da più di 40 che faccio questo mestiere e non ho mai passato un periodo così. È peggio della guerra». «Stiamo andando avanti solo con i risparmi personali», commenta Quinto Ippoliti dell'agenzia I Viaggi by Pentatur. «I ristori non sono arrivati, le perdite sono al 95 per cento e le spese fisse continuiamo a doverle sostenere. Non so davvero per quanto riusciremo ad andare avanti. Siamo sempre stati abituati a programmare iniziative per promuovere il territorio, ma ora è impossibile farlo con i divieti di spostamento». «La situazione è molto simile a quella di un anno fa», evidenzia Lucy Venti di Ventur Viaggi. «In questo periodo si comincia a ipotizzare qualche crociera o qualche viaggio in località di mare italiane, ma mentre un anno fa le persone si sono buttate di più, ora stanno attendendo l'evoluzione dei vaccini per agire e prenotare. Nonostante non ci sia movimento e in agenzia non entri nessuno, ho comunque deciso di aprire ogni giorno, per dare un segnale e dire che resistiamo».

