Gli aggressori della donna ripresi dalle telecamere

La vittima sostiene di non conoscere i responsabili del pestaggio sulla Bonifica I residenti sotto choc: l’abbiamo soccorsa per primi, era legata e imbavagliata
PESCARA. Potrebbero essere le telecamere di videosorveglianza, installate lo scorso anno dal Comune per combattere il fenomeno della prostituzione, a fare luce sull'aggressione subita dalla donna pugliese di 42 anni in strada della Bonifica l'altra sera. A poca distanza dal punto in cui la 42enne è stata ritrovata ci sono tre telecamere di sicurezza che avrebbero ripreso tutto. Quanto meno potrebbero chiarire meglio la dinamica di una vicenda che appare dai contorni torbidi e far comprendere se la donna sia stata aggredita proprio in quel punto, a pochi metri dalla rotatoria con via Lago Isoletta o se lì sia stata solo scaricata dopo aver subìto l'aggressione da qualche altra parte. L'assessore comunale Adelchi Sulpizio conferma come le telecamere fossero in funzione la sera dell'accaduto e che i filmati sono al Ced a disposizione delle autorità. Il capitano dei carabinieri Claudio Scarponi fa sapere che le riprese delle telecamere si rivelano sempre utili strumenti di indagine e che al vaglio dei militari dell'Arma ci sono anche altre telecamere private presenti nella zona. La donna aggredita è stata ascoltata dai carabinieri ma non ricorda quanto successo e non avrebbe riconosciuto i suoi due aggressori. La storia della donna, ritrovata imbavagliata e legata, ha creato un po' di panico nella zona e anche nei cittadini che passando da quelle parti hanno visto le condizioni nelle quali era ridotta. «Credo che la cittadinanza possa stare tranquilla rispetto a questo episodio», rassicura Scarponi. Tra i primi a soccorrere la 42enne è stata una donna che passava in strada della Bonifica con la sorella: «Avevamo lasciato poco prima un ragazzo che gioca a calcio con mio figlio e abbiamo visto 4 ragazzi con i motorini che si fermavano. Dicevano che ci fosse una donna nuda per terra. Sono scesa e ho visto una scena davvero brutta: era imbavagliata e legata a pancia in giù e aveva i pantaloni scesi. Abbiamo chiamato ambulanza e 113 e poco dopo è sopraggiunta una pattuglia dei carabinieri, erano circa le 23,30-23,40. L'hanno coperta con un asciugamano, io le ho chiesto se fossero stati i ragazzini a ridurla così, ma lei mi ha detto che erano stati due uomini a picchiarla con un bastone. Mi sono sentita male ad ascoltare il suo racconto. Ho 51 anni e non ho mai visto una donna ridotta in quelle condizioni. Un ragazzino ha anche vomitato per la troppa ansia. Mi dispiace molto per quella donna, dopo aver visto questo ho paura di uscire la sera. Avrei potuto esserci io o chiunque, quella notte non ho dormito, avevo sempre quella donna davanti agli occhi». «Ho iniziato a sentire», racconta una donna che abita in uno dei palazzi della zona, «una voce flebile che chiedeva aiuto. Era stata lasciata davanti alla barra del palazzo all'angolo con via Lago Isoletta. Sono scesa a vedere ma sono subito risalita, mi ha fatto impressione vedere quella scena. Io credo che lì l'abbiano solo abbandonata ma non aggredita, altrimenti ci saremmo accorti di qualcosa».

