Gli albergatori pronti alla ripartenza estiva «Ma servono i vaccini»

Schirato (Federalberghi): saltati anche gli arrivi di Pasqua Pensiamo a una ripresa in sicurezza per operatori e turisti
PESCARA. Anticipare i tempi per le vaccinazioni degli operatori turistici. È la richiesta avanzata da Federalberghi-Confcommercio, per far trovare pronto il settore alla tanto attesa e sospirata ripartenza del comparto. A Pescara e provincia, così come nel resto d'Italia, l’80 per cento delle strutture alberghiere sono chiuse. Le poche aperte lavorano a regime ridottissimo, al 20 per cento di occupazione delle camere, «appena 4 giorni a settimana, chiudendo il weekend», evidenzia il presidente di Federalberghi Pescara, Emilio Schirato, «per far fronte alle richieste di chi è obbligato a muoversi e a venire in città per lavoro. Il turismo è completamente fermo. Non ci sono eventi, fiere, non c'è il vacanziero né il turismo enogastronomico. I dipendenti sono a casa e la cassa integrazione non arriva. Il rischio è che il 30-40 per cento delle aziende non supererà la fine dell’anno, facendo saltare migliaia di posti di lavoro tra impiegati diretti e dell’indotto. Il settore turismo, che dovrebbe essere un comparto trainante, sta andando verso un impoverimento finanziario difficile da recuperare». All’orizzonte non c'è nemmeno il movimento generalmente connesso alla Pasqua e alla stagione primaverile. «Dopo aver perso anche il periodo delle vacanze natalizie ed invernali avevamo sperato nella Pasqua per un minimo rilancio dei nostri fatturati, ma anche tale appuntamento è saltato», rivela Schirato.
«La situazione è, e rimarrà totalmente drammatica. L’auspicio a questo punto è che andando avanti con la campagna di vaccinazione si sciolgano alcuni nodi. Dobbiamo cercare di arrivare al periodo estivo che dovrebbe consentirci una minima ripresa. L’anno scorso anche grazie al bonus vacanze, che ha aiutato le destinazioni minori, abbiamo registrato un recupero nel mese di agosto, che è stato il migliore di sempre, specie per Pescara che in genere ha una stagionalità differente. Quest’anno sicuramente questo fenomeno potrebbe ripetersi, ma la speranza è che non ci sia, come avvenuto nel 2020, un nuovo stop a settembre. Questa volta la ripartenza deve essere lenta, ma costante affinché ci porti verso il 2022 in cui si possa dire di aver messo alle spalle un’esperienza così traumatica».
Proprio sul fronte vaccini, l'associazione alberghiera ha richiesto una corsia preferenziale per gli operatori del turismo in modo da «far percepire al villeggiante che se viene in albergo troverà tutto il personale vaccinato. Abbiamo proposto al governo di poter estendere al settore alberghiero il superbonus edilizio al 110 per cento previsto per i privati per approfittare in questo periodo di chiusura per fare ristrutturazioni negli alberghi. Abbiamo chiesto linee di credito con garanzia pubblica a 15 anni, anziché a 6 anni, per ridare ossigeno alle imprese alberghiere e consentire loro di sopravvivere in attesa della ripresa. Da soli non possiamo farcela e abbiamo bisogno di aiuti governativi concreti, per superare questi due anni di pandemia». Per Schirato i ristori finora distribuiti sono del tutto insufficienti.
«A fronte di una perdita di fatturato del 60-70 per cento, gli indennizzi hanno coperto appena il 7-8 per cento. Una miseria senza alcun significato», tuona il presidente di Federalberghi Pescara, «senza un minimo di utilità reale. Ancora meno sono le risorse arrivate dalla Regione. Attraverso il nostro presidente Bocca, abbiamo chiesto non contributi a fondo perduto, ma la possibilità di recuperare il totale della perdita del fatturato in un finanziamento ventennale all'1 per cento. È l'unico modo per ridare dignità alle aziende e per ripartire con una situazione che abbia un minimo di prospettiva. Per una forte ripresa del turismo dobbiamo attendere il 2022, ma occorre che gli alberghi siamo messi in condizione di arrivarci ancora in vita. Abbiamo di fronte il Recovery Fund e dobbiamo puntare su quello. Finalmente abbiamo un ministero del Turismo e siamo fiduciosi che voglia farsi carico delle istanze della categoria», conclude Schirato.

