Gli alpini onorano Di Cecco, deportato dai tedeschi nel ’44

27 Gennaio 2023

LETTOMANOPPELLO. Una corona d’alloro sarà deposta oggi, Giorno della Memoria, sul cippo di Sante Di Cecco, internato nel 1944 nel campo di lavoro di Glinde, vicino ad Amburgo, in Germania, e morto a...

LETTOMANOPPELLO. Una corona d’alloro sarà deposta oggi, Giorno della Memoria, sul cippo di Sante Di Cecco, internato nel 1944 nel campo di lavoro di Glinde, vicino ad Amburgo, in Germania, e morto a Lettomanoppello all’età di 47 anni, il 17 luglio di 61 anni fa.
La cerimonia, che si terrà oggi alle 10.30 nel Giardino della Memoria del parco Maja a Lettomanoppello, è organizzata dal gruppo alpini “Pasquale Profenna” coordinato da Camillo Claudio Di Biase, alla presenza delle autorità locali.
Don Davide Schiazza, parroco di San Nicola, benedirà il cippo in memoria di Di Cecco. Nato a Manoppello il 6 febbraio 1915, era figlio del sergente maggiore degli alpini, Francescopaolo Di Cecco, detto Ciccopaolo. Sua cugina Santa, era la nonna di Claudio Di Biase. Depositaria delle memorie dell’ex deportato è la nuora, Adele Di Giandomenico, moglie di Antonio, il figlio che Sante Di Cecco, sposato con Giuseppina Di Mascio, conoscerà 5 anni dopo la nascita (la secondogenita si chiamerà Lucia).
«Chiamato alle armi nell’ottobre del 1936», ripercorre la nuora Adele, «Sante viene assegnato al 9° reggimento degli alpini, battaglione Bassano. Finita la leva, si congeda nel dicembre 1937. Nel 1939 viene richiamato in guerra e lascia la moglie incinta del bambino che sarebbe diventato mio marito, scomparso». Si sacrificherà sul fronte albanese e greco, «ma durante l’armistizio fu catturato dai tedeschi il 9 settembre 1943 e deportato a Glinde il 3 settembre 1944, dove rimase sette mesi. Liberato dai russi il 1° aprile 1945, Sante torna a Lettomanoppello dove muore nel 1962».
Il 27 gennaio 2020 riceve dal prefetto di Pescara la medaglia d'onore alla memoria. Oggi gli alpini di Lettomanoppello ricorderanno anche un altro sopravvissuto ai lager nazisti, Rocco Conte, conosciuto come “La papocchia”. (c.co.)
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