Gli ambientalisti: subito più sicurezza

29 Settembre 2018

Sul caso cinque esposti di De Sanctis, l’Osservatorio indipendente pronto a essere parte civile

TERAMO. Il fronte ambientalista, da sempre impegnato nella tutela del sistema acqua e nella denuncia di mancati sistema di sicurezza, plaude all’iniziativa della Procura teramana. Dichiara Augusto De Sanctis, della Mobilitazione per l'Acqua del Gran Sasso: «Fermo restando che crediamo nella presunzione d'innocenza e che questi sono avvisi di garanzia, riteniamo che sia una prima conferma delle gravissime criticità presenti nei laboratori del Gran Sasso e nell'autostrada A24. In questi mesi non solo abbiamo depositato ben cinque dettagliatissimi esposti, fondati su leggi e migliaia di documenti raccolti con gli accessi agli atti, ma abbiamo dato il nostro contributo fattivo alle indagini per quanto a noi possibile. Riteniamo che il lavoro della Procura, dei Noe e dei Ctu possa finalmente aprire uno squarcio su una condizione estremamente grave che riguarda 700.000 persone, una grande infrastruttura come l'A24 e uno dei laboratori di fisica più grandi e importanti al mondo. Forse in questi due anni, dall'incidente con il diclorometano di agosto 2016, i ricercatori avrebbero potuto tenere un atteggiamento meno arrogante nei confronti dei cittadini». L’Osservatorio indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle associazioni Wwf, Legambiente, Mountain Wilderness, Arci, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, Fiab, Cai, Italia Nostra e FaI, in una nota annuncia l’intenzione di «costituirsi parte civile nel procedimento. In particolare le associazioni ambientaliste, che fin dai primi anni 2000 seguono la vicenda della sicurezza dell'acquifero del Gran Sasso, sono intenzionate ad intervenire nel procedimento quali portatori di interesse per la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. Ma anche le associazioni dei consumatori vorranno far valere le loro ragioni, atteso che questa vicenda ha rappresentato un danno per tutta la cittadinanza. L'obiettivo resta la messa in sicurezza definitiva dell'acquifero che rifornisce centinaia di migliaia di persone».
Intanto, in una nota, l’Infn conferma fiducia alla magistratura «e il suo massimo impegno a collaborare, come fatto finora, affinché l'accertamento della verità dei fatti si possa svolgere efficacemente e rapidamente, con la consapevolezza e l'assicurazione di aver sempre agito con onestà personale e correttezza istituzionale». (c.s.)
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