Gli appalti collegati sotto l’esame dei giudici

11 Febbraio 2023

Viale Marconi e filovia: attesa per le sentenze del Consiglio di Stato che potrebbero fermare i progetti

PESCARA. Ci sono due fili che legano il caso della filovia sulla strada parco e il caso di viale Marconi a 4 corsie. Uno è amministrativo e l’altro è giudiziario. E in mezzo ai nodi ci sono le proteste.
APPALTI COLLEGATI Sono collegati gli appalti della filovia, un’opera pensata nel 1992 sul tracciato dell’ex ferrovia e non ancora completata, e di viale Marconi, giunto alla soglia della sperimentazione dopo oltre 800 giorni di lavori, il doppio del previsto. Secondo l’amministrazione Masci, la filovia da 31 milioni non può restare confinata agli 8 chilometri e 150 metri tra il capolinea della stazione di Pescara centrale e i Grandi alberghi di Montesilvano: quel percorso, per il sindaco Carlo Masci e per l’assessore alla Mobilità Luigi Albore Mascia, deve arrivare almeno all’università d’Annunzio e al tribunale passando proprio su viale Marconi con «una sede protetta sulla quale i mezzi del tpl in questione trovano una naturale sede di percorrenza privilegiata». In queste poche righe è racchiusa l’idea del secondo lotto della filovia, lo strumento che secondo Masci e Albore Mascia potrebbe abbattere il traffico e l’inquinamento.
OPERE A RISCHIO Ma tutte e due le opere sono a rischio e questo dipende dall’altro filo, quello giudiziario: entro il 2023 il Consiglio di Stato dovrebbe pronunciarsi sulla filovia; dopo la decisione del Tar che, tre mesi fa, ha bloccato i lavori a causa della sicurezza a rischio sia il Comune che la Tua hanno impugnato la sentenza considerandola «gravemente lesiva». La sentenza contestata, chiamandoli «punti di conflitto», elenca i presunti pericoli che residenti, pedoni e ciclisti potrebbero incontrare lungo la strada parco con la filovia in transito: secondo i giudici amministrativi pescaresi, è necessaria una «rielaborazione progettuale» perché, così com’è, la filovia sarebbe un mezzo pericoloso non per i passeggeri ma per gli altri fruitori del tracciato: c’è «l’obbligo di una rinnovazione sostanzialmente complessiva e globale su tutti gli aspetti più critici dell’opera in termini di sicurezza». Ecco perché, con i lavori sospesi, la decisione del Consiglio di Stato è attesa: sarà il massimo organo della giustizia amministrativa a stabilire se i lavori possono ripartire oppure no.
MATTARELLA È atteso a breve anche un altro verdetto: cento residenti e commercianti di viale Marconi hanno presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’obiettivo di azzerare la strada a 4 corsie, due riservate ai mezzi pubblici compreso anche il filobus, e un taglio ai parcheggi. I ricorrenti vogliono la riduzione in pristino e cioè che viale Marconi torni al passato con due corsie e parcheggi su entrambi i lati. A decidere non sarà Mattarella ma il Consiglio di Stato e, se le contestazioni dei residenti e dei negozianti fossero accolte, sarebbe anche la fine del secondo lotto della filovia, dalla stazione di Pescara centrale all’ateneo d’Annunzio: questo perché con il ricorso al Capo dello Stato, la sentenza non è appellabile.
LE PROTESTE Le parole del comitato Strada parco Bene comune, presieduto da Ivano Angiolelli, fanno capire quanto decisive siano le sentenze in arrivo: «Se il Consiglio di Stato azzerasse il progetto di viale Marconi, impraticabile e pericoloso allo stato misero dell’arte, cadrebbe come un castello di carte l’intero progetto della filovia». (p.l.)
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