Gli assessori del Pd sfiduciano il partito

Contrattacco della giunta Luciani al segretario Viani che aveva annunciato l’uscita dalla maggioranza
FRANCAVILLA. Non si placa la polemica, tutta interna al Pd, relativa all'appoggio del partito di centrosinistra all'amministrazione di Antonio Luciani. Mentre Edoardo Viani, segretario cittadino, ieri aveva definito il ruolo del partito come quello di «opposizione costruttiva», abbandonando sindaco e giunta al loro destino, oggi la corrente che si definisce «renziana» dello stesso direttivo e gli assessori del Pd Francesca Buttari, Andrea Di Peco, Vincenzo Di Lorenzo e Rocco Alibertini, di fatto, sfiduciano l'operato del segretario.
Inoltre, uno dei consiglieri del Pd ha annunciato la propria autosospensione dal partito. «La posizione assunta dal Partito democratico di Francavilla nei confronti dell'amministrazione comunale,nonostante la disponibilità del sindaco a ridiscutere la rappresentanza in giunta del Pd, ci vede assolutamente distanti. Le esperienze negative del passato», dicono gli interessati riferendosi alle amministrazioni di Sandro Bruno e Nicolino Di Quinzio, «imporrebbero un atteggiamento di grande responsabilità a portare termine il mandato ricevuto dai francavillesi. Ci siamo affermati come portatori di cambiamento nella città». Ciò che la giunta rimprovera al partito è aver aperto una crisi «sulla base di questioni politiche senza entrare mai nel merito dei problemi. In realtà, ai più, sembra una questione personale ordita contro Luciani per indebolirne l'efficacia amministrativa e il peso politico a esclusivo discapito dei cittadini».
«Apprendiamo», proseguono gli amministratori, «che il consigliere Enrico Bruno, anch'egli in dissenso con la linea del segretario Viani, ha informato il Sindaco di volersi autosospendersi dal partito, dissociandosi dalla linea del segretario e rinnovando la fiducia a Luciani. Per questo sará soggetto a una valutazione del segretario circa la posizione assunta, contraria alla segreteria cuperliana». La giunta Luciani contesta inoltre irregolarità nella convocazione e nella gestione dei direttivi Pd: «In ogni riunione non si prova a trovare convergenze facendo passare a maggioranza risicata decisioni prese da pochi altrove. Gli assessori muniti di tessera, inoltre, dovrebbero essere convocati dal partito, invece ciò non avviene mai, nonostante la segreteria provinciale nel corso di un direttivo abbia confermato l'obbligo della convocazione alle riunioni del direttivo».
L'appello è quindi rivolto ai vertici regionali del partito: «Chiediamo un intervento urgente del segretario regionale Silvio Paolucci e del presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, al fine di consentire la ultimazione del mandato da parte dell'amministrazione Luciani per non disperdere un patrimonio di consenso in città faticosamente costruito». (pa.to.)
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