«Gli automobilisti non sono bancomat»

18 Marzo 2018

Confesercenti contro i nuovi 6 photored agli incroci pericolosi. Agostinone: meglio usarli per combattere la prostituzione

MONTESILVANO. Saranno sei i semafori, in corrispondenza di altrettanti incroci, su cui verranno installati i nuovi dispositivi per il controllo dei veicoli che transitano con il rosso. Lo ha confermato, qualche giorno fa, l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Valter Cozzi, sebbene non sia stato ancora deciso quali impianti verranno dotati del sistema photored. Risale all’ottobre del 2016 l’installazione dell’occhio elettronico nel crocevia tra Corso Umberto e Via Adige. In soli tre mesi, si contarono oltre diecimila sanzioni. La notizia dell’arrivo dei nuovi dispositivi sta già facendo molto discutere. Per l’ex comandante della polizia municipale Sergio Agostinone, «sarebbe più opportuno destinare fondi all’installazione delle telecamere sul lungomare», per contrastare il fenomeno della prostituzione in città. «Sono per il rispetto del codice della strada, ma il numero di questi apparecchi mi sembra eccessivo» dice Agostinone. «Si parla di garantire la sicurezza, ma i semafori sono già sicuri. Si potrebbero impiegare più agenti della municipale, che agli incroci non si vedono più».
Agostinone ha una proposta: «Sarebbe più utile collocare telecamere sui pali della luce della riviera, soprattutto nella zona della pineta, per combattere la prostituzione che non è certo un bel biglietto da visita per la nostra Montesilvano. Sicuramente, i clienti avrebbero delle remore a fermarsi, in quanto facilmente riconoscibili dalla targa delle auto. Sarebbero soldi spesi meglio».
Boccia l’arrivo dei nuovi dispositivi anche Confesercenti. «Siamo molto preoccupati per la passione che il Comune sta dimostrando per i semafori-trappola T-Red» spiega il direttore provinciale, Gianni Taucci. «L’amministrazione ha il dovere di spiegare le ragioni di un così massiccio ricorso a strumenti tanto vessatori nei confronti dei cittadini e dei potenziali clienti dei negozi cittadini. L’effetto delle prime sperimentazioni è stato devastante per l’economia delle attività commerciali, producendo una rapida desertificazione delle strade». Taucci sottolinea di aver chiesto più volte al Comune di Montesilvano «di conoscere le statistiche sui gravi incidenti automobilistici che spingono a investire sui nuovi T-Red, senza avere alcuna risposta. Abbiamo chiesto cosa è stato fatto con i ricavi delle sanzioni, soprattutto se sono stati rispettati gli obblighi di destinazione dei proventi stabiliti dal codice della strada, che impone di privilegiare interventi di sostituzione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e manutenzione della segnaletica e del manto stradale, redazione dei piani di educazione stradale, interventi per la sicurezza stradale a tutela degli utenti deboli quali bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti. Visto lo stato penoso delle strade e della sicurezza stradale, vogliamo sapere una volta per tutte se i montesilvanesi vengono usati semplicemente come bancomat per ripianare le casse comunali».
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